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Domenica, 29 Gennaio 2023
dalla giunta / Centro / Piazzale della Patria del Friuli

Niente Tiepolo in castello a Udine per un mese

Verranno riallestiti gli spazi museali e, quindi, non si potranno ammirare le opere dell'artista veneziano esposte nella sala X della Galleria di Arte Antica. Per consentire i lavori sarà inaccessibile anche la sala IX

Sarà chiusa fino al 26 febbraio la sala X della Galleria D'Arte Antica che si trova all'interno dei Civici Musei in castello a Udine. Questo per consentire il riallestimento dello spazio espositivo che ospita le opere di Tiepolo, il grande artista veneziano, protagonista della storia artistica della città. Anche la sala IX resterà inaccessibile al pubblico per questioni di sicurezza. Il prezzo del biglietto d'ingresso, che intero viene 8 euro, resterà invariato. "Anche in considerazione del fatto che sono attualmente visitabili le mostre “Un architetto cosmopolita in patria. Raimondo D'Aronco in Friuli” prorogata fino al 10 aprile 2023 presso la Galleria d'Arte Antica e “Dal centro dell'Impero. Nuove scoperte archeologiche dell'Università di Udine” al piano mezzanino dell'ala est, esposizione aperta al pubblico fino al 30 aprile 2023" si legge nella delibera della giunta. L'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot assicura che "i lavori partiranno il 30 gennaio e si concluderanno entro la fine di febbraio. Sono parte di un progetto per rendere omaggio al pittore veneziano che ha dato lustro alla nostra città. Udine è la città del Tiepolo. Le sue opere sono presenti in quattro sedi diverse. Nel Museo Diocesano, l'Oratorio della Purità, in Duomo e in Castello, appunto. Questo intervento è particolarmente importante per il percorso espositivo dedicato all'artista più rappresentativo del Settecento in Italia".

Le opere di sala X

Ci sono due pale d’altare, il San Francesco di Sales e l’Angelo custode, realizzate per la chiesa di Santa Maria Maddalena dei Filippini, commisionate da Daniele Dolfin, nipote di Dionisio patriarca di Aquileia. Per i conti Caiselli Tiepolo realizzò la grande tela da soffitto La Virtù e la Nobiltà trionfano sull’Ignoranza, mentre per Antonio di Montegnacco dipinse, probabilmente in collaborazione con il figlio Giandomenico, il Consilium in arena. Il primo dipinto fu sequestrato dalla polizia in seguito al tentativo di esportazione illegale da parte del suo proprietario Franco Caiselli e quindi depositato in museo; il Consilium divenne invece proprietà dei De Rubeis che lo donarono all’istituzione cittadina.

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