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La prima bomba individuata

La prima bomba individuata

Bombe sul fiume, chiuse Pontebbana e Autostrada A23

Le due direttrici saranno interdette al traffico mercoledì 5, per le operazioni relative al disinnesco del primo residuo individuato. Per sapere quando verrà fatto brillare, e quando l'altro subirà lo stesso trattamento, è necessario attendere il vertice in Prefettura previsto per il 6 luglio

Il ritrovamento di due bombe di aereo - residui della Seconda guerra mondiale -, del peso di 1000 libbre ciascuna, costringerà alla chiusura della statale 13 Pontebbana e dell’autostrada A23 mercoledì 5 luglio, per effettuarne il disinnesco. Gli ordigni si trovano sul greto del Fella, in località Peraria, tra Chiusaforte e Resiutta. Le operazioni programmate per il momento sono relative solo alla prima bomba, dopodiché  - in un vertice in Prefettura previsto per giovedì 6 - si deciderà quando disinnescare l'altra e dove far brillare tutte e due.

Strade chiuse

Per poter procedere in sicurezza alle operazioni, da parte del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine,  è necessaria la chiusura completa dell’autostrada A23 nel tratto Amaro e Pontebba, della strada statale 13 Pontebbana dal km 180+800 al km 182+400. 

Territorio da sgomberare

Il Prefetto di Udine, con una ordinanza datata 30 giugno, ha disposto per il 5 luglio, dalle 10 e fino a fine operazioni, presumibilmente le 11.30, lo sgombero, nonché l’interdizione all’accesso e alla circolazione di persone e di veicoli di ogni tipo nei tratti di strada interessati, dell’area su un raggio di 500 metri, rientrante nel territorio dei Comuni di Chiusaforte e Resiutta, a eccezione dei veicoli di soccorso, di emergenza e di servizio del personale a vario titolo impegnato nell’attività di neutralizzazione.

La zona del ritrovamento fella-2

Autostrada

Nella carreggiata sud (direzione Udine) prevista uscita obbligatoria al casello di Pontebba (km 92+400) con divieto di transito dal km 92+400 al km 72. Nella carreggiata nord (direzione Austria) uscita obbligatoria al casello di Carnia km 59+300 ad eccezione dei veicoli superiori a 7,5 t per i quali il divieto vige dal km 66 al km 77.

Pontebbana

Divieto di transito dal km 180+800 al km 182+400 in comune di Chiusaforte).

Strada comunale Moggio Udinese-Roveredo

Divieto di transito a est dell’abitato di Roveredo di Chiusaforte, sino all’innesto con la Ss13.

L'ordigno

Si tratata di una bomba d’aereo da 1000 libbre, modello AN-M65, tipo GP-HE, di nazionalità statunitense. Il suo peso complessivo è stimato in circa 490 Kg, e al suo interno contiene fino a circa 270 Kg di alto esplosivo (tipo TRITONAL); il Team E.O.D. (Explosive Ordnance Disposal) del Genio durante il riconoscimento dell’ordigno ha identificato i sistemi di attivazione, nella fattispecie la spoletta di coda ancora attiva mentre quella di naso tranciata. La lunghezza del corpo bomba è di circa 130 cm, il diametro massimo misurato è di 48 cm e lo spessore dell’involucro è di 13 mm.

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Le operazioni


L’attività è stata pianificata in tre distinte fasi, la prima fase, già conclusa, durante la quale è stata costruita attorno alla bomba sul luogo di rinvenimento, una struttura temporanea di contenimento, per limitare al massimo i disagi alla collettività, realizzata mediante l’utilizzo di moduli prefabbricati in calcestruzzo vibrato con sistema “Eurolego”, riempiti di sabbia per confinare e ridurre lo spazio esposto al rischio generato dall’eventuale detonazione accidentale del residuato durante la seconda fase, quella di neutralizzazione che prevede la rimozione dei sistemi di innesco “spolette”, necessaria per il successivo trasporto dell’ordigno  nel sito di brillamento finale.

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Niente sgombero degli abitati

Grazie alla struttura temporanea di contenimento degli effetti esplosivi realizzata dai militari dell’Esercito la distanza di sicurezza ed emergenza finale, a tutela e salvaguardia della pubblica incolumità, è stata ridotta dagli iniziali 1800 metri agli attuali 500 metri dal luogo di ritrovamento dell’ordigno, evitando così lo sgombero dell’abitato di Roveredo (a 980 metri) e quello di Villanova (a 1730 metri). 

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