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Cesare Lievi: "Udine è una città grezza e reazionaria"

L'ex sovrintendente e direttore artistico per il cartellone di prosa del teatro Giovanni da Udine va giù pesante, contro il teatro dove fino a pochi mesi fa ha lavorato e contro la città

Parole di fuoco sull'edizione odierna de "Il Piccolo" da parte di Cesare Lievi, ex sovrintendente e direttore artistico della prosa al Giovanni da Udine. In un'intervista al quotidiano giuliano Lievi non risparmia le critiche all'istituzione dove fino a poco tempo fa ha operato con il doppio incarico e, di conseguenza, il doppio stipendio.

LA REPLICA DI FURIO HONSELL

L'intervista è stata concessa in occasione della prima triestina de "Il principe di Homburg" in programma al Rossetti. La produzione, firmata sempre da Lievi, è passata da Udine lo scorso ottobre, nello stesso cartellone predisposto indovinate da chi? Lievi, appunto.

Nel pezzo, firmato da Roberto Canziani, Lievi sostiene di essersi trovato di fronte a “una gestione folle. Regna l’incompetenza. Manca un progetto culturale. Si vive alla giornata. Quel teatro è alla rovina. Se devo trarre un bilancio posso ben dire che la mia è stata un’esperienza di abiezione. Avrei forse fatto bene ad andarmene via prima, avrei dovuto essere molto più radicale di quanto sono stato. Per carattere non sono portato ai compromessi e credo di non averne fatti nemmeno a Udine, però ho cercato di portare a termine ciò che mi ero proposto di fare. Il giudizio non riguarda solo la gestione del teatro, si estende a tutta una parte della città. Ripeto: grezza, reazionaria”.

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