Cronaca

A Bosco Romagno si ricordano i caduti della Brigata Osoppo

La cerimonia, ospitata davanti al Cippo posto all'ingresso del parco del Bosco Romagno di Cividale del Friuli (località Spessa, Udine), è stata caratterizzata da momenti di grande emozione e da una foltissima partecipazione. 

La cerimonia

"Mai più!". Questo messaggio, semplice eppure così drammatico, ripetuto tante e tante volte, espresso da voci diverse ma caratterizzate sempre dal medesimo spirito di condivisione, è quello che rimane in eredità dopo la 76° celebrazione dei solenni funerali dei caduti della Brigata Osoppo.  La cerimonia, ospitata davanti al Cippo posto all'ingresso del parco del Bosco Romagno di Cividale del Friuli (località Spessa, Udine), è stata caratterizzata da momenti di grande emozione e da una foltissima partecipazione. 

"Commemorare il sacrificio di questi martiri, trucidati nel 1945, significa anche ribadire un messaggio di libertà - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin - che, come ricordato anche dalla medaglia d'oro al valor militare, Paola Del Din, non deve essere mai sottovalutato o dimenticato. La libertà è sempre a rischio e il sacrificio per garantirla, donando la propria vita per un bene comune come hanno fatto questi giovani, si trasforma per noi nel compito di offrire ai nostri giovani una guida verso un futuro che sarà duro, facendoli guardare con sguardo limpido all'esempio dei martiri che oggi onoriamo". 

"Il motto della Brigata Osoppo non a caso è Pai nestris fogolârs (Per i nostri focolari) e lega i valori fondamentali della comunità locale alla proiezione verso il domani. Se il presidente Volpetti - ha sottolineato Zanin - vuole affiancare in questi luoghi la bandiera dell'Europa a quella dell'Italia, la mia proposta è quella di aggiungere anche quella del Friuli, perché sono proprio i valori espressi da queste genti a consentirci di guardare con fiducia al progresso e alle nuove generazioni"

La cerimonia

L'evento, dopo il tradizionale alzabandiera con gli onori ai caduti e la posa delle corone di alloro sul cippo che ricorda gli osovani uccisi al Bosco Romagno, è stato organizzato dalla Federazione italiana Volontari Libertà (Fivl) - Associazione Partigiani Osoppo-Friuli, insieme a Malghe di Porzûs monumento nazionale e in collaborazione con il Comune di Cividale del Friuli. Oltre al sostegno della Regione Autonoma Fvg, hanno concesso il patrocinio anche i Comuni di Corno di Rosazzo, Moimacco, Premariacco, Prepotto e Torreano. 

"Questo non è un appuntamento inutile, non è semplice routine, ma la necessità di voler difendere ora e sempre - ha aggiunto il presidente del Cr Fvg - quel sacrificio estremo, attraverso un impegno quotidiano e sempre determinato. Loro hanno donato il bene più prezioso, la vita, indicandoci che dobbiamo provvedere alla difesa di valori come democrazia, libertà e condivisone".  "Per anni questi eroi erano stati uccisi una seconda volta nella dimenticanza e nell'oblio più completo, ma la pandemia - ha concluso Zanin - ci ha fatto capire nuovamente il peso della limitazione della libertà. Oggi rilanciamo un richiamo categorico che, pur senza un sacrificio estremo, tutti devono portare un contributo alla costruzione della comunità del domani". 

Una breve cerimonia religiosa ha preceduto gli interventi delle autorità (presenti anche i consiglieri regionali Elia Miani e Lorenzo Tosolini), aperte dal sindaco del Comune di Cividale, Daniela Bernardi, che ha ricordato "il sacrificio dei fazzoletti verdi, caduti per difendere i confini della patria, spinti dai valori della libertà, della democrazia e della pace. Siamo qui per commemorare il loro coraggio e celebrare gli ideali dai quali erano mossi con generosa ed estrema dedizione". 

Il ricordo

L'assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, ha portato il saluto del sindaco Pietro Fontanini, mentre il parlamentare Roberto Novelli quello dei componenti della Camera dei Deputati.  La professoressa Paola Del Din, dal canto suo, ha ricordato l'attualità del sacrificio dei giovani osovani: "Sono stati uccisi in modo selvaggio da una dittatura. Parliamo molto di libertà, ma troppo spesso dimentichiamo i valori ad essa legati. Noi avevamo sofferto in maniera particolare e, forse, eravamo duri e ferrati per difendere la libertà. Le giovani generazioni non sono altrettanto preparate, avendo perso alcuni principi etici fondamentali che, invece, costituiscono la forza di un popolo".  Il presidente dell'Associazione Partigiani Osoppo, Roberto Volpetti, ha invece parlato di "patrioti rapiti e trucidati in un tragico crescendo di crudeltà e barbarie.

"È bello vedere che non siamo più i soli a ricordarli: il silenzio è stato rotto e la storia di questi martiri è diventata patrimonio di tutta la nazione. La Regione Fvg ci ha affidato il compito di valorizzare il monumento nazionale della Malghe di Porzûs, che gestiremo nell'interesse di tutti per accogliere il maggior numero di persone possibile. La mia aspirazione è quella di poter issare, accanto alla bandiera dell'Italia, qui e a Porzûs, anche una seconda bandiera: quella dell'Europa". 

L'evento è stato chiuso dall'intervento in modalità telematica del sottosegretario di Stato per la Difesa, Giorgio Mulè, che ha rimarcato il concetto di "crimine di guerra che esclude ogni giustificazione, una delle pagine più buie del Fvg e dell'Italia. È necessario trasmettere il senso dell'importanza della vita per evocare le motivazioni profonde che hanno alimentato la rinascita del nostro popolo e che sono alla base della Costituzione. Il Paese guarda all'Associazione Osoppo con riconoscenza, perché avete tramandato la storia di un sacrificio".

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