Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Memoria come obbligo morale per le istituzioni, il ricordo della 77esima battaglia di Povoletto

A partecipare alla ricorrenza anche il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin

La commemorazione

"Fare memoria costituisce un obbligo morale per le Istituzioni. Esiste, infatti, un'etica della responsabilità in chi, democraticamente eletto, rappresenta la comunità. Questo è il frutto di una democrazia che risiede anche sul sacrificio di persone che hanno generosamente consentito al nostro Paese, alla nostra Regione e alle nostre genti di essere definitivamente libere, assumendo fino in fondo il senso della propria vita, delle proprie famiglie e della propria comunità". 

Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin, rappresentando l'intera Assemblea legislativa davanti al monumento ai Caduti di largo monsignor Cicuttini a Povoletto (Udine) in occasione della cerimonia per ricordare il 77° anniversario della battaglia di Povoletto. 

"Si tratta di un obbligo morale, ha aggiunto il presidente facendo riferimento ai fatti svoltisi il 5 settembre 1944, perché anche su quel sacrificio le Istituzioni hanno costruito questa democrazia e il senso della convivenza sociale per essere, dal cittadino fino al presidente della Repubblica, custodi gelosi e attenti di quanto avviene all'interno del Paese". 

Le cerimonia, aperta dalla deposizione di una corona d'alloro ai piedi del monumento ai Caduti, ha visto la partecipazione dei vertici regionali e provinciali dell'Associazione nazionale Partigiani d'Italia (Anpi), dei primi cittadini di Povoletto e Faedis, nonché di un rappresentante della Giunta comunale di Udine (l'assessore alla Pianificazione territoriale e Progetti europei). 

Il Presidente ANPI provinciale

A Dino Spanghero, presidente dell'Anpi provinciale, il compito di introdurre l'appuntamento, auspicando che "ogni comunità e luogo abbiano sentore e orgoglio delle loro origini, della propria storia e degli avvenimenti che ne hanno caratterizzato l'attuale consistenza civile". Il primo cittadino di Povoletto ha invece ricordato la necessità di "portare avanti un messaggio di pace e libertà, lavorando all'interno delle scuole e coinvolgendo soprattutto i giovani". 

Lo storico Flavio Fabbroni, prendendo la parola quale esperto dell'Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione (Ifsml), ha ricordato nel dettaglio i drammatici eventi del settembre 1944, ma anche la successiva e sanguinosa rappresaglia, sottolineando "l'abilità dei partigiani osovani e garibaldini che puntavano ad allargare i confini della Zona libera del Friuli Orientale. La battaglia si concluse in poche ore con la conquista del Municipio, ultimo baluardo nazifascista. 3 i caduti e una ventina di feriti per le truppe partigiane; 28, invece, i nemici uccisi con 193 prigionieri".  Non è possibile storicizzare la violenza, ha evidenziato ancora il presidente del Cr Fvg, poiché è insita nell'animo umano. Quale esempio del concetto, ha ricordato una favola di origine nativo-americana che coinvolge un bimbo e un stregone. La natura umana, questa la sua morale, si caratterizza per la presenza di due lupi: uno buono e uno cattivo, metafore di bontà e violenza. Alla fine, il saggio ricorda che prevale sempre il lupo che l'uomo decide di nutrire.  Un'iniziativa come quella odierna, così si è concluso l'intervento del rappresentante legislativo, spinge il lupo buono che è dentro ogni uomo a operare per costruire una comunità migliore. Proprio qui, 77 anni or sono, alcune persone si sono messe in gioco fino al massimo sacrificio per nutrire il lupo buono. Una scelta che relativizza il bene comune rispetto a quello personale, altro grande valore che questi appuntamenti ci ricordano.

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