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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca Centro / Largo delle Grazie

Come una volta: allo studio il ripristino di tre centraline elettriche nelle rogge di Udine

L'obiettivo è quello di rientrare delle spese grazie all'energia prodotta sfruttando i salti lungo i corsi d'acqua. A preoccupare di più sui social il progetto sulla roggia presente in Largo delle Grazie

A maggio di cinque anni fa, il Comune di Udine, impegnato già dal primo mandato Honsell nella riduzione delle emissioni del 20% del gas serra con il patto 20-20-20, sottoscrisse un documento per tornare a sfruttare i salti delle rogge e renderle nuovamente remunerative. Fu difatti firmato un protocollo d'intesa fra il Comune di Udine, il Consorzio Ledra Tagliamento (a cui è poi subentrato il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana) e l'Università di Udine per la costruzione di tre piccole centrali idroelettriche al fine di produrre energia dai dislivelli presenti in città: una in via Castelfidardo (zona Ospedale Gervasutta), una in viale Volontari della Libertà, dove un tempo esisteva un mulino, ed una in Largo delle Grazie, dove già una volta era presente quello costruito da Arturo Malignani. Da qualche settimana sono stati affidati i lavori di progettazione per una di queste centraline e la notizia è apparsa quasi in anteprima sui social dove più di qualcuno ha espresso timori sulla necessità e sulla convenienza di tali opere, in particolar modo per quella prevista in largo delle Grazie. “Lo vedete questo squarcio meraviglioso della roggia di Palma? - domanda un utente sul gruppo Facebook 'Sei di Udinese se...' postando la foto che abbiamo riportato nell'articolo in alto - Notate la poesia della vista sulla Piazza? Ricordate la musica del saltino che fa il corso d'acqua in quel punto? Vi piacciono le paperette che ci vivono? Preparatevi a dire addio a tutto ciò, oltre al gruppo di alberi attigui alla roggia, per dare il benvenuto a una meravigliosa, faraonica, maestosa centralina elettrica didattica”. “Questa idea andrà a sfregiare irrimediabilmente uno dei luoghi piú belli e caratteristici di Udine – aggiunge un altro utente- . Va bene proiettarsi al futuro e anche tutelare l'ambiente, ma in questo progetto non c'è nulla di ecologico"

L'obiettivo è ovviamente quello di rientrare delle spese in programma grazie al fatturato dell'energia prodotta e immessa in rete; ma, dove la capacità di produzione sarà inferiore, la speranza è quella di trovare alcuni fondi europei a supporto del valore didattico e turistico che le centraline potrebbero portare, come in Largo delle Grazie. Tutti e tre i progetti devono prima però superare le valutazioni ambientali della Sovrintendenza, per adesso giunto solo per la centralina che sarà riattivata in zona Sant'Osvaldo. Ma vediamo nel dettaglio i 3 interventi:

1- Partiamo dall'opera più certa e più remunerativa, ovvero quella in via Castelfidardo. Al momento sono già stati affidati i lavori di progettazione per la riattivazione della vecchia centrale elettrica sul canale Ledra che dava energia all'ex Società Nazionale Chimica degli anni 30. L'importo per la sua realizzazione di aggira intorno al mezzo milione di euro e la sua portata è di tutto rispetto: produrrà 40 kilowatt, ovvero il fabbisogno di 15 famiglie. 

2- Il secondo progetto riguarda la centralina idroelettrica di viale Volontari della Libertà dove era presente l'ex Mulino Cojutti. Qui i lavori potrebbero già partire all'inizio del prossimo anno, ma si attende ancora l'ok della Soprintendenza per l'autorizzazione paesaggistica . Verrà sostituita la vecchia ruota del mulino e collegata ad un generatore. L'investimento in questo caso potrebbero aggirarsi, come riferito dal piano triennale delle opere del Consorzio, intorno ai 400 mila euro. Una cifra abbastanza considerevole vista l'esiguità dell'energia prodotta: 10 kW, ovvero il fabbisogno di circa 4 famiglie. 

Largo delle Grazie 1900-23- Il terzo progetto, quello più difficile da punto di vista realizzativo, ma più affascinante per la storia che evoca, è quello in Largo delle Grazie. Anche in questo caso serve l'autorizzazione paesaggistica, ancora non arrivata, e la produzione di energia elettrica sarebbe scarsa, soli 15 kilowatt, ovvero il fabbisogno di 5 famiglie. Maggiore, invece, sarebbe l'aspetto istruttivo del ripristino di una centralina. L'idea è quella di creare un nuovo percorso didattico e turistico sulla storia del Malignani, l'uomo che rese Udine la terza città d'Europa, dopo Londra e Milano, ad essere illuminata dall'energia elettrica.

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