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Due respiratori e un ecografo: il Città Fiera corre in aiuto dell'ospedale di Udine

L'imprenditore Antonio Maria Bardelli spiega la scelta di donare 100mila euro di materiali all'ospedale di Udine. "Insieme ce la faremo"

 

Nell'emergenza, gli aiuti che si possono dare sono diversi, ma l'importante è che siano efficaci. Per questo Antonio Bardelli, che nel 1984 ha creato il nucleo originale che ha dato vita al Città Fiera, ha deciso di dare un aiuto concreto all'ospedale di Udine, ma solo dopo aver indagato insieme a dirigenti e medici sulle più urgenti necessità sanitarie. 

«Dopo un dialogo aperto con le autorità sanitarie regionali e i medici sul fronte, è stato chiesto di donare due respiratori portatili e un ecografo neonatale completo, per un valore di circa 100mila euro. L’ecografo neonatale, necessario per garantire un percorso alternativo e protetto per le future mamme affette dal virus, è una donazione particolarmente sentita e in linea con le iniziative benefiche portate avanti dal Città Fiera, da sempre a sostegno della famiglia nella sua totalità, dal nonno al bambino», queste le parole di Bardelli. Parlando con i medici, Bardelli ha deciso così di donare alla terapia intensiva di Udine due respiratori portatili utili per i trasporti dei malati. «Ho rotto moltissimo le scatole per capire come essere utile senza sovrappormi agli aiuti che stanno già arrivando e il risultato è stata questa donazione di circa 100mila euro in materiali».

Il Centro commerciale

Il Città Fiera comprende 250 negozi e 40 ristoranti, dando lavoro a 1700 dipendenti. Al momento il 98% circa delle attività sono chiuse a causa del decreto governativo per arginare il contagio, che lascia aperti solo negozi come alimentari, edicole e parafarmacie. «L'afflusso di persone - ci spiega Bardelli - è limitato non solo dal decreto, ma anche dal fatto che le persone pensano che ci si possa spostare solo nei comuni di residenza quando è opssibile farlo anche nel rispetto della prossimità territoriale». 

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