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Traffico di eroina: 71 arresti in tutta Italia. La droga arrivava anche a Udine

Si è conclusa oggi l'operazione Ellenica, iniziata nel 2009. I Carabinieri in questi anni hanno arrestato decide di persone e sequestrato centinaia di chili di eroina. Il traffico partiva dall'Albania e passava anche per il Friuli Venezia Giulia

Centinaia di chili di eroina che passavano anche per il Friuli Venezia Giulia. Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri hanno arrestato 71 in tutta Italia, nonché in Albania e in Kosovo, mentre altri 7 indagati sono stati localizzati in Bosnia. Si tratta dell'operazione "Ellenica", guidata dal procuratore distretturale antimafia di L'Aquila Fausto Cardella e il sostituto procuratore Antonietta Picardi. Iniziata quattro anni fa, ha portato al sequestro di centinaia di migliaia di euro e di chilogrammi di eroina, destinati anche a Udine, oltre che decine di arresti e sequestri di armi.

Le indagini sono state avviate nel marzo 2009, quando i Carabinieri di Udine hanno arrestato un corriere italiano con mezzo chilogrammo di eroina, Le indagini, condotte dal Ros sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Trieste hanno portato a scoprire una ramificata struttura di matrice bosniaca-kosovara, dedita al traffico di eroina dall’Albania in Italia, tramite il Kosovo e la Bosnia. In Italia entravano circa 240 chili di eroina, destinati anche al Friuli Venezia Giulia, grazie al lavoro di tre organizzazioni criminali.

Il sodalizio albanese era in grado di approvvigionarsi di eroina afghana direttamente dai fornitori turchi, introducendo poi il narcotico in diversi Paesi europei, oltre che in Italia, dove alcuni connazionali erano incaricati di supervisionare alle periodiche spedizioni, assicurando il collegamento con esponenti di spicco di gruppi criminali locali, per la successiva commercializzazione sui mercati italiani. In particolare nell’area pescarese è stato individuato il principale snodo per lo smercio dell’eroina introdotta sul territorio nazionale. Tre gruppi criminali distinti facevano capo alla famiglia Gargivolo” di Pescara che è stato capace, nel corso di otto anni, di importare e smerciare diverse centinaia di chilogrammi di eroina.

"In tale quadro - fanno sapere dal comando di L'Aquila - trova ancora una volta piena conferma l’importanza di una efficace cooperazione internazionale, sul piano sia giudiziario che di polizia, alla base non soltanto di un proficuo ed aderente scambio di informazioni nella fase investigativa, ma anche della possibilità di condividere gli elementi di prova raccolti nei diversi procedimenti instaurati nei Paesi interessati, integrando i rispettivi quadri probatori di riferimento e perseguendo anche gli indagati localizzati all’estero. Gli investigatori si sono avvalsi delle più moderne tecnologie, oltre ad un dispendioso ma proficuo lavoro di osservazione e pedinamento. L’indagine, inoltre, ha visto il contributo di ben quattro collaboratori di giustizia, nonché dell’infiltrazione di un appartenente del ROS all’interno di una delle tre organizzazioni criminali".  

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