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Cronaca Tarvisio

Trovate 20 tonnellate di cenere radioattiva, scongiurata la contaminazione ambientale  

Concentrazioni di cesio 137 nelle ceneri dell'impianto di teleriscaldamento di Cave del Predil. Gli esami attorno alla centrale hanno escluso pericoli per l'uomo e l'ambiente

A Cave del Predil sono state trovate concentrazioni di cesio 137 radioattivo (presente in misura 5 volte superiore al consentito) nelle ceneri prodotte dalla combustione del cippato stoccate all’interno dell’impianto di teleriscaldamento a biomassa che serve 26 utenze della frazione di Cave del Predil, a Tarvisio. 20mila kg di cenere sono state così messe in sicurezza in un’area dell’impianto per evitarne la dispersione.

L’allarme è scattato solo a inizio settimana quando il gestore dell’impianto da 2640 kW, la Cms di Bologna, società consorziata Euro&Promos, ha ricevuto gli esiti degli esami, non obbligatori, che aveva richiesto sul materiale. Da qui la scoperta dei valori anomali di cesio 137 e la comunicazione immediata data al Comune, Arpa, Vigili del fuoco, Azienda sanitaria, Ispettorato del Lavoro e Provincia di Udine.  La produzione col cippato è stata immediatamente interrotta e si è passati momentaneamente alla produzione di riscaldamento a biodiesel.

Il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, in conferenza stampa indetta ieri ha dichiarato di aver disposto subito dei controlli per valutare la salubrità dell'aria nella zona, ma di non aver rilevato alcun problema. I valori di cesio nell'ambiente sono risultati fortunatamente tutti nella norma. Resta ora da capire cosa sia successo al cippato utilizzato nell'impianto di teleriscaldamento. La sostanza nociva, infatti, non è uscita dalla centrale, ma è rimasta solo nella cenere depositatasi nei forni.  Intanto è scattata la procedura per lo smaltimento delle sostanze radioattive, e quindi nei prossimi giorni il residui del cippato saranno prelevati e smaltiti come da procedura.
 

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