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Celebrata a Udine in castello tra autorità la Fieste de Patrie dal Friûl

Per il secondo anno consecutivo il FVG ha dovuto rinunciare alla sua festa a causa dell'emergenza sanitaria, ma il Comune di Udine e l’ARLeF hanno tuttavia deciso di optare per un incontro breve, ma simbolico, alla presenza delle autorità

Non è stata la festa che tutti i friulani avrebbero voluto, nè che una ricorrenza come la Fieste de Patrie dal Friûl avrebbe meritato, ma l'emergenza pandemica per il secondo hanno consecutivo ha imposto ancora restrizioni e il rinvio delle molte iniziative in programma per la 44^edione.

Momenti che non sono stati cancellati, ma solo rimandati, probabilmente in occasione del Friuli Doc.

Il Comune di Udine e l’ARLeF hanno tuttavia convenuto sull'importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell'assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell'ARLeF, Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino. 

La cerimonia

Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest'anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

Una cerimonia contenuta, come sottolineato anche dal Primo Cittadino Fontanini per ricordare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa - ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana - che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata - e poi la storia». 

Le autorità presenti

Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell'Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con ARLeF stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani». 

Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c'è Friuli senza friulano».
Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l'assessore Zilli ha concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».
 
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