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Caso Sauvignon, sequestri anche in Umbria

Intervento dei carabinieri del Nas di Udine con il personale Icqrf: sotto i riflettori 100 litri di mostro concentrato e sostanze non ammesse dalla legge

Non si fermano le indagini sul 'caso Sauvignon', riguardanti una serie di frodi che vedono la commercializzazione del vino 'dopato' da sostanze che vanno al di là delle pratiche consentite dalla legge.

Questa volta i carabinieri del Nas di Udine con il personale Icqrf, unitamente ai colleghi di Perugia, si sono recati a Ficulle, paesino umbro in cui sono stati sequestrati 100 litri di mosto 'concentrato' , a quanto pare utilizzato per dolcificare il vino, oltre a vari acidi 'correttivi' oltre al sale rosa dell'Himalaya che sarebbe stato impiegato per modificare la sapidità della bevanda.

Denunce per la società 'Castel Rio', per l'amministratore delegate e per l'enologo dell'azienda. Secondo gli inquirenti potrebbero avere agito in concorso con Ramon Persello, l'imprenditore di Nimis coinvolto nell'inchiesta friulana.

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