Caso Regeni: appello civico friulano ai ventotto governi UE

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"Quousque tandem abutere, Aegyptus, patientia nostra?" ossia "Per quanto ancora, Egitto, abuserai della nostra pazienza?". Ecco una celebre frase delle Catilinarie ciceroniane rivisitata ora da un civismo friulano legittimamente sempre più indisposto nei confronti delle Istituzioni della Repubblica Araba d'Egitto, ree di aver canzonato per mesi l'Italia intera e l'Europa tutta, registrando, accreditando e smentendo una serie infinita di squallide messe in scena riguardo ai contorni della scomparsa e della tragica fine in quelle contrade del valente giovane ricercatore fiumicellese Giulio Regeni. Domenica 3 aprile 2016, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" hanno sommessamente a Udine celebrato, quindi, il 939° anniversario di costituzione nel cuore dell'Europa della patria storica friulano-aquileiese sottoscrivendo un appello sociale alla mobilitazione di fronte agli impuniti sequestro e assassinio di quel valoroso figlio del Friuli in un Egitto le cui ambiguità e le cui migliaia di sparizioni forzate e di morti sotto tortura sono state validamente denunciate ora anche dallo stesso Parlamento europeo. Una lettera in latino, lingua delle radici "forogiuliesi" e dell'orgoglio "italico" e cosmopolita antico romano, intitolata "Petitio civica ad civitatum Europaeae Unionis moderatores" ovverosia "Istanza civica ai governanti dei Paesi dell'Unione Europea" e indirizzata - essendo la politica estera in gran parte ancora di competenza "nazionale" - agli esecutivi dei ventotto Stati eurocomunitari, quindi ai "populorum gubernatores Austriae, Belgicae, Britanniarum, Cechiae, Croatiae, Cypri, Daniae, Estoniae, Finniae, Franciae, Germaniae, Græciae, Hiberniae, Hispaniae, Hungariae, Italiae, Lettoniae, Lituaniae, Luxemburgi, Melitae, Nederlandiae, Poloniae, Portugalliae, Romaniae, Slovaciae, Sloveniae ac Sueciae", è stata sottoposta, dunque, alle rappresentanze della società civile convenuta per l'occasione. "A vobis, omnes et singuli rectores excellentissimi, honorem propriae et communis patriae Iulii Regeni Foroiuliensis nostri iuvenis ac strenui speculatoris Cantabrigiensis universitatis studiorum duobus abhinc mensibus in Aegypto capti et impune necati, nos cives ac legati societatum civium Foroiulanae regionis Europae cordis lacrymosi et furentes hic petimus"

(trad. it - "Noi, cittadini ed esponenti dell'associazionismo civico della regione del Friuli Venezia Giulia, cuore d'Europa, con la presente, addolorati e furenti, chiediamo Loro, spettabili rettori, a tutti e a ciascuno, la difesa dell'onore della patria propria e comune del nostro Giulio Regeni, friulano, giovane e valente ricercatore dell'Università degli Studi di Cambridge, due mesi or sono sequestrato in Egitto e impunemente ivi assassinato"): questo il testo del documento recante la firma, infine, del presidente dei due sodalizi, prof. Alberto Travain, e di un campione simbolico di altri dodici esponenti del civismo culturale locale quali Alfredo Maria Barbagallo, Sergio Bertini, Giuseppe Capoluongo, Marisa Celotti, Renata D'Aronco, Jolanda Deana, Carlo-Alberto Lenoci, Eugenio Pidutti, Maria Luisa Ranzato, Gianfranco Savorgnan, Mirella Valzacchi e Gianna Zuccolo, che hanno sottoscritto solennemente l'appello sulla bandiera storica aquileiese del Fogolâr Civic. Il servizio linguistico del Fogolâr Civic, grazie al dott. Carlo-Alberto Lenoci, ha anche curato una traduzione del documento in francese, storica lingua della diplomazia europea ("Nous, citoyens et représentants de l'associationnisme civique de la région du Frioul-Vénétie Julienne, Coeur de l'Europe, par la présente, affligé et furieux, nous leurs demandons, messieurs les recteurs à tous les, la défense de l'honneur de son propre et commun pays de notre Giulio Regeni, Frioulan, jeune e vaillant chercheur à l'université de Cambridge, il y a deux mois enlevé en Egypte et là-bas impunément tué"). Uno stimolo, insomma, ad un moto d'orgoglio internazionale; un appello alla difesa comune dell'onore e della civiltà contro la barbarie. Egitto, ora basta!

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