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Il caso del campo "Centazzo": «ostruzionismo come al Comune di Roma»

La vicenda di disagio che sta vivendo la società dei Rangers San Rocco - che conta oltre 150 giovani tesserati - è sottolineata dalle dure parole di un dirigente, che ha ben chiaro chi stia facendo da resistenza per non migliorare la situazione

«Ghanesi, nigeriani, etiopi, cinesi, ucraini, albanesi, colombiani: riusciamo a mettere assieme e a far socializzare tutte queste nazionalità con le nostre attività sportive. Abbiamo ragazzini dalle provenienze più disparate - sono circa 150, dai 4 ai 16 anni - , e li facciamo sentire parte di una stessa cosa. La situazione però è sempre più difficile, e con le attuali condizioni dell'impianto potrebbe diventare proibitiva». 

Alessandro Petriccione, direttore sportivo dei Rangers, manifesta così tutta la sua amarezza per la vicenda del “Centazzo”, il campo di via Della Roggia che è la casa storica della società rossonera. Da un anno la gestione è in mano al Comune, dopo diversi problemi di carattere burocratico legati al rinnovo della concessione. Impianto luci, sfalcio erba, regolazione acqua: tutto funziona in malo modo e, nell’attesa che venga elaborato una nuovo accordo, il rischio di veder compromessa l’attività sportiva è concreto. 

LA REPLICA DEL COMUNE: UNA NEGLIGENZA DEI RANGERS

CHIOSCO. Non è solo parte ludica quella che mette in difficoltà i Rangers, ma anche quella sociale. «Non lavoriamo certo con l’idea di formare calciatori professionisti - sostiene Petriccione - ma persone serie e rispettose si. Tutto questo però, con la situazione attuale, ci è negato a priori. Il Comune ha fatto in modo - giustamente, visto che la costruzione non era a norma - che venisse abbattuto il chiosco, sostenendo che nell’attesa di una nuova struttura avremmo potuto apporne una mobile. Il paradosso è che non essendo titolari della concessione la cosa non è possibile. Mancando il chiosco - quando il tempo peggiorerà davvero - non potremo ospitare nessuno per il fine partita, contravvenendo a quell’idea di convivenza e socialità che si la Federazione incoraggia, ma che noi - come cittadini - cerchiamo di sostenere con tutte le nostre forze».

OSTRUZIONISMO. Petriccione ha ben chiaro verso chi indirizzare le sue lamentele. Nulla da dire alla politica in questo caso, sono altri gli obiettivi. «L’assessore Basana condivide la nostra mission, e si impegna parecchio. Se al suo prodigarsi corrispondesse lo stesso atteggiamento da parte dei tecnici comunali saremmo a cavallo, ma così non è. Con le dovute proporzioni, vista la differenza di tematiche, la situazione mi ricorda quella del Comune di Roma (nella vicenda "Mafia capitale") con Marino e la sua Giunta, quando l’assessore ai trasporti Esposito si lamentò dell’inerzia e dell’ostruzionismo dei tecnici comunali. In questo senso chi lavora al Comune di Udine non mi sembra da meno come spirito».

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