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Cartiera Romanello: il rischio del fallimento è concreto

Il 24 settembre ci sarà la pronuncia del Tribunale di Milano. Gli estremi della vicenda sono ben delineati e, letta la relazione dei commissari liquidatori, lasciano ben poco spazio alla speranza che l'attività prosegua

L’epilogo della vicenda è fissato martedì 24 settembre alle 13 a Milano, e sembra proprio che non sarà felice. In quel giorno si conoscerà il futuro della Cartiera Verde Romanello. La strada sembra già tracciata, indicata dai commissari liquidatori Corrado Camisasca, Cecilia Giacomazzi e Vito Potenza, che nella loro relazione hanno espresso una «valutazione negativa sulla realizzabilità del piano concordatario».

Come riporta Michela Zanutto de Il Messaggero Veneto  i commissari sottolineano che «non appare ragionevolmente e concretamente prevedibile la distribuzione di alcunché a favore del ceto chirografario, non venendo neppure soddisfatto integralmente il passivo privilegiato». La Sogebi srl nasce a Sarzana il 15 gennaio 2001. Modifica la compagine sociale nel 2004 con l’acquisizione della Cartiere verde della Liguria srl e trasferisce la sede a Milano. È il 27 ottobre del 2006 quando la Romanello entra nel vortice che la porta alla crisi del 2011. Con quell’acquisizione la nuova società si trasforma in società per azioni, la Cartiera Verde Romanello spa. Nell’indicare le cause della crisi, la proprietà ha parlato di «molteplici e complessi fattori, tra i quali in particolare fattori esogeni come l’innalzamento dei prezzi della materia prima e dei prodotti petroliferi». Ma commissari puntano l’attenzione su una precisa operazione del 2010, un’operazione definita «anomala». «La crisi d’impresa si è manifestata nell’esercizio 2010», si legge nella relazione. «Il risultato di esercizio 2010 in sostanziale pareggio era infatti frutto solo dell’appostamento contabile conseguente all’operazione straordinaria di conferimento di ramo di azienda del 9 dicembre 2010». Durante quell’inverno lo stesso complesso immobiliare stimato a giugno 9,3 milioni di euro, a novembre nel valeva 17. «Pur rimanendo il medesimo redattore della perizia di stima, e cioè il dottor Alberto Colella», scrivono i commissari. Quella plusvalenza di 7,7 milioni consente di chiudere l’esercizio 2010 in sostanziale pareggio. Ma al riguardo il collegio sindacale nel verbale del marzo 2011 aveva sottolineato come detta operazione «riveste carattere di straordinarietà, volta solo ed esclusivamente ad una appostazione contabile che può, solo da un punto di vista civilistico, risolvere in parte la copertura delle perdite di esercizio». I commissari censurano pure le cifre pagate per l’affitto della sede di rappresentanza di Milano (oltre 750 mila euro fra 2010 e 2011), le somme a favore della srl Terzi Fin (1,3 milioni) e il «persistente affidamento del cliente gruppo Seregni - Fingraf».

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