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Gli operai della Abs di Cargnacco in sciopero

Le accuse del sindacato: negato l'accesso ai rappresentanti per la sicurezza, buste paghe troppo leggere, servizio mensa e screening Covid da rivedere

A seguito delle assemblee svolte presso lo stabilimento A.B.S. S.p.a. negli scorsi giorni con riferimento alla situazione aziendale ed alle decisioni unilaterali della ABS S.pa. in materia di gestione mensa, screening e corresponsione delle retribuzioni, le Segreterie di FIM-FIOM-UILM rappresentate dai Segretari Francesco Barbaro, David Bassi e Giorgio Spelat, unitamente alle R.S.U. di stabilimento, hanno proclamato lo sciopero per tutti i turni di lavoro di lunedì 1 febbraio.

A livello sindacale le segnalazioni, le comunicazioni, le diffide non son servite a derimere delle situazioni a dir poco incredibili. "Partiamo - scrivono i sidacati in una nota - dalla gestione della mensa “vergognosa” con pasti freddi e decisamente non in linea con le norme igienico sanitarie, con lavoratori costretti a mangiare all’interno della propria postazione lavorativa all’interno del reparto produttivo. Successivamente c'è la gestione degli screening, richieste già dal mese di marzo dalle organizzazioni sindacali e gestite in maniera unilaterale dall’azienda, senza condivisione ed utilizzando le ferie, i riposi ed i permessi dei lavoratori per chiamarli ad effettuare i tamponi fra l’altro con spostamenti degli stessi in piena “zona rossa. A livello sindacale abbiamo sollevato il problema di metodo e non di merito, dove invece siamo stati i primi a proporre i tamponi.

"La ciliegina sulla torta -proseguono- è stata la comunicazione in via telematica dell’azienda alle RS.U. in data 21 gennaio che, per decisione aziendale - non discutibile e non modificabile -  le retribuzioni dei lavoratori cambiavano nella modalità di riconoscimento ed erogazione differendo tutte le variabili di un mese. Ciò significava ridurre drasticamente la retribuzione del lavoratore lasciando inalterata la paga base ordinaria e posticipando i pagamenti delle maggiorazioni, degli straordinari, delle festività, del lavoro festivo e prefestivo ed altro ancora. Da lì la decisione di convocare subito, ma nei tempi e nelle modalità previste dal contratto nazionale le assemblee sindacali per le giornate del 27-28-29 gennaio per discuterne con i lavoratori che già lo scorso 21 gennaio volevano incrociare le braccia e fermarsi rispetto a quanto stava mettendo in atto l’azienda".

"Solo la grande responsabilità delle R.S.U. ha fatto rientrare una situazione esplosiva - concludono - ma anche questo segnale veniva banalizzato e non considerato dalla direzione aziendale, anzi, venivano impedite con diffida parte delle assemblee sindacali, tant’è che, nella serata di venerdì 29 gennaio, l’assemblea del turno “acciaieria” dalle 21 alle 22 è stata fatta all’esterno dello stabilimento in sciopero, al freddo per permettere ai lavoratori di partecipare come è stato poi, con una presenza massiccia del turno di lavoro. A coronamento di tutto ciò, l’azienda ha negato l’accesso allo stabilimento agli RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), richiesta che era stata inviata all’azienda con amplio anticipo, per un giro di controllo nel reparto acciaieria riguardo a delle segnalazioni arrivate dai colleghi di lavoro. Infine, nella giornata del 29 gennaio, in virtù delle nuove modalità di retribuzione imposte dall’azienda, i lavoratori si sono ritrovati il bonifico dello stipendio del mese di gennaio che mediamente si aggirava tra gli 800 ed i 900 euro, una vera offesa alla dignità delle persone. Tutto ciò non poteva lasciare indifferente nessuno e conseguentemente è stato proclamato lo sciopero per la giornata di lunedì 1 febbraio al fine di far sedere ABS Spa ad un tavolo di discussione e trattativa seria e risolvere velocemente queste situazioni a dir poco vergognose. Lunedì in mattinata inizierà un presidio, che potrà diventare permanente fino alla soluzione della vertenza".

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