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Sabato, 2 Luglio 2022
Lavori pubblici

Commercianti in rivolta per i lavori al marciapiede di via Cussignacco

Partito il cantiere che vede la sistemazione del lato sinistro della strada. "Benissimo i lavori, ma non andavano fatti proprio adesso"

Sono iniziati l’altro ieri, martedì 14 giugno, i lavori di sostituzione della pavimentazione dei marciapiedi sul lato est di via Cussignacco. Dopo appena un paio di giorni dall’apertura del cantiere gli esercenti della via protestano contro l’amministrazione comunale. Le lamentele sono più legate all’opportunità del momento. Per alcune attività i mesi di giugno e luglio sono i mesi i più importanti dell’anno. Il cantiere dovrebbe chiudersi, salvo imprevisti, il 30 luglio prossimo. Il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Loris Michelini al momento del via ai lavori aveva dichiarato: “Si tratta di un intervento atteso da tempo attraverso il quale andremo non solo a migliorare la sicurezza dei pedoni ma a valorizzare un borgo centrale. Ringrazio anticipatamente i residenti e gli esercenti per la pazienza che dimostreranno, confidando nella loro consapevolezza della necessità di questo intervento e dell’impatto positivo che esso avrà sull’intera via”. Pazienza e comprensione che sembrano presenti solo in parte nell’opinione degli esercenti della zona.

Le considerazioni

“Benissimo i lavori, non è quello il punto ma come centro estetico i prossimi due mesi sono quelli dove si lavora di più – ci dice Caren Betancourt del centro Beauty Clinic che ha aperto in via Cussignacco solo a dicembre 2021 – "In più abbiamo avuto diversi problemi legati ad altri cantieri di abitazioni private che sono stati smantellati da poco. Ora questi lavori non ci volevano proprio. Rischiano di creare problemi alle mie clienti per l’accessibilità. Avrei preferito li avessero programmati per agosto”.

Dello stesso avviso Milvia del lavasecco all’inizio della via: “Se avessero deciso di farli in agosto sarei stata più contenta. Anche per me è un periodo di grande lavoro con le famiglie che fanno il cambio armadi stagionale e portano in lavasecco capi spalla, piumini ed altro a pulire per poi metterli via. Restiamo intrappolati nei nostri negozi e non si sa bene per quanto tempo”. Ma aggiunge: “Era davvero necessario sistemare il marciapiede, stava diventando pericoloso, pieno di buchi, tutto dissestato. Certo che è stato massacrato da tutti quei furgoni dei cantieri delle case qui più avanti che per mesi ci hanno parcheggiato sopra a tutte le ore”.

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Anche Silvana Ponte, titolare dell’attività legata alla cura e alla bellezza del corpo Forma Estetica aperta da pochi mesi: “Speriamo che questo cantiere duri il tempo minimo indispensabile e porti via Cussignacco ad essere una vera via della bellezza come scherziamo con la mia collega che ha il centro estetico di fronte al mio”. E prosegue: “Non è facile lavorare con il rumore, la polvere, la strada chiusa”. Dice la sua pure Carlo Amici dell’Anche Due, bar aperto da poco meno di due mesi: “Certo che non mi fa piacere questo cantiere proprio sulla porta del locale, condivido l’opinione di chi avrebbe preferito che i lavori fossero partiti in agosto. Spero solo che il marciapiede nuovo sia più largo per poter mettere qualche tavolino in più per i miei clienti senza intralciare il traffico dei pedoni”.

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A protestare anche il titolare dell’osteria al Canarino in fondo a via Cussignacco, nell parte di via che non è interessata ai lavori di rifacimento del marciapiede. Ma con una motivazione diametralmente opposta: “La strada viene chiusa per i lavori nei giorni feriali, da lunedì a venerdì. Avrei preferito che fosse chiusa anche nel fine settimana così avrei potuto partecipare a Udine sotto le stelle. Invece viene riaperta proprio per agevolare la circolazione visto che altre strade sono chiuse al traffico” afferma il titolare Andrea Boel “Queste preferenze da parte del Comune su chi possa partecipare a questi eventi e la scelta unilaterale di quali strade chiudere per permettere ai ristoratori di posizionate i tavolini in mezzo alla carreggiata, mi convince sempre di più che alcuni sono considerati di serie B, inferiori rispetto ad altri. Una vera delusione”.

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