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uno dei cinque cuccioli di volpe ritrovati a Trivignano e prelevati per sbaglio

uno dei cinque cuccioli di volpe ritrovati a Trivignano e prelevati per sbaglio

5 cuccioli di volpe da salvare e altri 1000 esemplari da curare

Il Centro recupero fauna selvatica di Campoformido, convenzionato con la Provincia di Udine, ha superato la quota di 1.000 esemplari ricoverati. Ieri sono stati liberati quattro uccelli: un airone cenerino, una cinciallegra, un gheppio e un assiolo e per l'occasione sono stati ricevuti il presidente Pietro Fontanini e l'assessore Marco Quai. Gli ultimi a essere stati recuperati sono stati 5 cuccioli di volpe trovati nei pressi di Trivignano Udinese e scambiati per cuccioli di cane

Il centro recupero fauna selvatica di Campoformido, gestito da Maurizio Zuliani in convenzione con la Provincia di Udine, ha iniziato la sua attività nel 1997 accogliendo e “riabilitando” una ventina di uccelli. Nel corso degli anni, numeri e specie cui sono stati forniti assistenza e cure, si sono moltiplicati arrivando a diverse migliaia. Fra gli ultimi ‘pazienti’ entrati a far parte della famiglia una cinciallegra, con un problema ad una zampa, un riccio disidratato e 5 volpi appena nate. Una ventina di giorni fa infatti sono stati consegnati al centro di Campoformido 5 cuccioli di volpe che per errore erano stati sottratti dalle cure della madre. I volpini erano stati ritrovati soli e ‘abbandonati’ in un capannone nella zona di Trivignano Udinese e prelevati dal loro soccorritore in quanto scambiati per cuccioli di cane. Ora saranno le mani di Zuliani e degli operatori provinciali a provvedere per la loro crescita e per l’eventuale loro rilascio in natura.

La Provincia di Udine per il funzionamento di questo speciale “ospedale” assegna annualmente risorse ad hoc per supportare i tanti servizi forniti (reperibilità h.24, cure, alimentazione, interventi veterinari, cibo e quant’altro). Il Centro, situato in via San Daniele 11, attualmente ospita oltre mille esemplari. Si tratta per la maggior parte di uccelli, ma anche caprioli, cinghiali, scoiattoli, lepri, volpi che, trovati in situazioni di difficoltà, bisognosi di cure, feriti e sofferenti, vengono portati nella struttura e gradualmente riabilitati per poi essere reinseriti nel loro habitat naturale. Anche oggi, in occasione della visita alla struttura del presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini con l’assessore Marco Quai e il responsabile del Servizio risorse faunistico venatorie, Piero Ottogalli e gli operatori Alberto Della Vedova e Giovanni Zufferli, sono stati liberati alcuni uccelli. Si tratta di un airone cenerino arrivato al Centro con un’ala rotta, una cinciallegra cui è stata curata una zampa, un gheppio e un assiolo giunti al Centro appena nati e poi allevati. Ambito, quello della gestione della fauna in difficoltà, che la Provincia di Udine intende potenziare attraverso sinergie e collaborazioni con più partners per permettere una copertura delle attività in linea con il numero via via crescente di esemplari in difficoltà.

Gli ingressi alla struttura riguardano principalmente gli animali selvatici recuperati dal Servizio risorse faunistico venatorie della Provincia di Udine mediante le segnalazioni ricevute al numero verde 800961969 istituito da palazzo Belgrado proprio per il ritrovamento della fauna in difficoltà. A rivolgersi al Centro, però, in numero sempre maggiore sono anche i privati che hanno individuato nel gestore, Maurizio Zuliani, un vero e proprio punto di riferimento per le bestiole che necessitano di cure. Solo nel 2013, gli ingressi sono stati 874 per un totale di 89 specie di animali censite di cui 71 di uccelli, 14 di mammiferi e 4 di rettili. 469 gli animali liberati. La struttura dispone di una ventina di voliere fisse di grandi dimensioni, grandi aree recintati a disposizione degli ungulati, un laghetto per le anatre, stanze attrezzate per la stabulazione di uccelli e piccoli animali e una casetta in legno per il ricovero dei piccoli caprioli.

Questo speciale ospedale è frequentato quotidianamente e anche più volte al giorno dagli operatori della Provincia di Udine che si occupano dei recuperi, inoltre vi accedono anche i veterinari dell’Azienda sanitaria per le cure e i controlli. La struttura ospita anche animali sottoposti a tutela giudiziaria. Un centro, insomma, unico nel suo genere perché permette agli animali non solo il ricovero ma anche la “riabilitazione” e quindi la reintroduzione in natura.

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