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La Camera di Commercio di Udine

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Imprese "rosa" in Friuli, terzo appuntamento della Camera di Commercio

Sono stati presentati i dati delle imprese gestite da donne in Friuli nel terzo incontro del Comitato per la promozione dell'Imprenditorialità femminile

Il web 2.0 e le nuove tecnologie sempre più strumenti di autorealizzazione e iniziativa imprenditoriale per le donne. Anche in Friuli. A dimostrarlo sono stati gli ospiti che hanno animato il terzo appuntamento annuale organizzato dalla Cciaa di Udine attraverso il suo Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile, che si è tenuto in Sala Valduga ed è stato introdotto dagli interventi della presidente del Comitato Enrica Gallo e del componente di giunta Franco Buttazzoni. 

«Sono poco più di 24 mila le imprese femminili in regione – ha detto Buttazzoni – cifra pressoché stabile negli anni, aumenta leggermente in percentuale (24-25%) nel confronto con tutte le imprese. Il picco è in provincia di Udine, dove le femminili sono il 25,4% del totale e Udine è anche il territorio cui appartiene il 49,6% delle imprese femminili del Fvg». E se è femminile il 27% delle imprese attive del commercio, sono ancora più alte le percentuali sul totale delle imprese nell’agricoltura (33%), nei servizi di alloggio e ristorazione (dove è “rosa” oltre il 36% delle imprese), nella sanità e assistenza (40%) e nell’istruzione (30%). Per quasi il 72% si tratta di imprese individuali (oltre 17.600 in regione), seguono le società di persone (circa 4 mila, il 17,5%) e di capitale (circa 2400 imprese attive, meno del 10%).

«In Italia – ha detto la presidente Gallo – nel 2010, l’economia internet ha raggiunto quasi il 2% del Pil e una ricerca Nielsen rimarca come oggi il 50% delle donne sia presente su Facebook il 28% addirittura sia blogger, con trend in crescita. Il web rappresenta un’opportunità di migliorare la visione imprenditoriale dello sviluppo del business e troppo spesso il suo uso commerciale è delegato a figure interne poco specializzate o a professionisti esterni:  ciò contribuisce a erigere un muro di pregiudizio sulle sue effettive potenzialità che, sempre più spesso, sono offerte a costo zero o quasi. La comprensione dello strumento web, ben diverso dalla competenza tecnica in Information Technology, e in particolare la differenza tra uso personale e uso a fini aziendali, è l'obiettivo che ci poniamo qui, con professioniste e utilizzatrici a confronto per fornire una panoramica su come le imprenditrici friulane affrontino la sfida dell'innovazione».

Tiziana Pittia, titolare dell’agenzia di pubblicità “Espressione” - Agenzia di pubblicità e vicepresidente dell’Associazione  italiana pubblicitari, ha monitorato il cambiamento impresso dalla rete al mondo della comunicazione, in tutta la sua evoluzione. «Sul web – ha precisato – servono intraprendenza, conoscenza, trasparenza. Serve dunque anche un budget per garantire un lavoro serio e attento, perché se sui social ogni persona è un media, ma l’azienda, per comunicare correttamente il suo messaggio, ha bisogno di affidarsi a professionalità esperte e sempre aggiornate. Il rischio della reputazione online è troppo alto per improvvisarsi».

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