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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Centro / Via Raimondo D'Aronco, 23

Finisce un'era alla "Polse", Paola lascia la sua gestione

Il locale di via D'Aronco, celebre per le sue bruschette, passa di mano. A due anni dalla morte del marito, Domenico Tulissi, e dopo 53 anni di onorata carriera, la titolare a breve godrà della meritata pensione

Da alcuni giorni è avvenuto il passaggio del testimone nella gestione della rinomata osteria "La Polse" di via Raimondo D'Aronco. Dopo 53 anni di attività -altro che "riposo"-, la titolare ha deciso che è giunto finalmente anche per lei il momento della meritata quiescenza. Così, dopo un'attenta selezione tra i pretendenti, Paola Bernardini ha scelto che a proseguire la tradizione del suo locale a conduzione familiare sarà Luca Brieda, che insieme alla moglie e alla figlia già gestisce il "Bar Premiere" di via del Pozzo. 

Da bar a osteria

L'attività lavorativa della 63enne Paola ha avuto inizio nel 1965 quando, sempre in via D'Aronco ma al civico 16, il compianto marito Domenico Tulissi, mancato due anni fa, noto agli udinesi con il diminutivo friulano Meni, decise di aprire insieme alla moglie il bar "l'Arena", dove attualmente è presente l'"Amadeus Cafè". Poi, nel 1998, pochi metri più avanti, l'inossidabile coppia si lanciò nell'avventura de "La Polse" con l'intenzione di virare leggermente l'offerta: creare un misto fra bar e osteria.  L'idea fu quella giusta, tanto da diventare in breve tempo uno dei punti di ritrovo più classici dei cittadini udinesi. 

Le bruschette

Oltre all'atmosfera gioviale, "La Polse" è nota a tutti per le sue offerte enogastronomiche, fra tutte le rinomate bruschette, al pomodoro, al lardo o all'aglio, che vengono offerte in omaggio a chi acquista un "taglio" di vino o uno spritz. Quale sia la bruschetta più buona è argomento ancora discusso e dibattuto. «L'idea delle bruschette mi è nata nel 1988, dopo una vacanza in Toscana -ci ha spiegato l'energica oste-. Dopo averla testata sotto la gestione dell'Arena, l'ho ottimizzata e sfruttata con "La Polse", non appena trovai un paniettiere disposto a creare il tipo di pane che mi era necessario. Fu un'operazione che aveva l'obiettivo sia di attrarre clientela che di differenziarci dagli altri locali della città».  

La storia della Polse continuerà

Ora, sotto la nuova gestione, il bar osteria continuerà a chiamarsi come la conosciamo, così come continuerà la tradizione delle bruschette della signora Paola. «Mia figlia non voleva proseguire l'attività e nemmeno mio genero -si è quasi giustificata la signora Bernardini-. Ma lascio la mia attività in buone mani. Ho selezionato più proposte e sono contenta della scelta fatta. Affiancherò i nuovi gestori fino alla fine dell'anno, poi mi farò definitivamente da parte. Sono contenta di aver dato la mia attività a delle persone meravigliose, che sono sicura aggiungeranno anche qualche cosa di loro in futuro». 

Il saluto e i ringraziamenti

«So che "La Polse" è un punto di riferimento di tre generazioni differenti, dagli studenti, agli anziani, alle famiglie con figli», ha poi aggiunto orgogliosa Paola. «Questa osteria è stata una mia invenzione. Adoro i miei clienti. Li ringrazio e li ringrazierò di persona nei prossimi mesi. Certo, prima o poi questo momento doveva arrivare anche per me», ha infine concluso commossa la vedova di Meni.

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