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Il Friuli è la regione con maggior calo d'incidenza dei tumori alla prostata in Italia

Nuove tecniche di diagnosi e cura consentono di guarire: fondamentale, però, rimane la prevenzione

Il tumore della prostata mostra un netto calo dell'incidenza in Italia meno 1,4% annuo, legato soprattutto al minor utilizzo del PSA come test di screening. Incidenza che cala in tutte le regioni ed in maniera significativa in Friuli con il meno 8,3%. A seguire Liguria (-4%),
Alto Adige (-4,7%) e Sardegna (-3,8%).
I dati sono dell’ AIOM, l’Associazione Italiana Oncologia Medica che ha preso in esame il periodo 2003-2014 e che ha riportato nell’indagine annuale.

Si stima che nel 2019 in Italia verranno diagnosticati complessivamente circa 371.000 nuovi casi di tumore maligno. Negli uomini prevale proprio il tumore della prostata che con i 37.000 casi previsti rappresenta il 19% di tutti i tumori che verranno diagnosticati, in aumento dell’1% rispetto a quanto era stato previsto l’anno precedente.

Nonostante questo in Italia, la mortalità di cancro alla prostata negli uomini, nel periodo 2010-2015, è pari all’8% contro il 27% del tumore al polmone che è al primo posto tra le cause di morte oncologiche maschili.

La prevenzione

Nelle sue fasi iniziali, il cancro alla prostata, non mostra alcun sintomo obiettivo che possa rappresentare un campanello d’allarme. Per questo motivo è importante la prevenzione effettuando, almeno una volta ogni 12 mesi, una visita urologica di controllo ed un dosaggio
del PSA a partire dall’età di 50 anni, anticipando lo screening all’età di 45 anni in caso di familiarità.
Importanti passi avanti si sono fatti per ciò che riguarda la diagnosi precoce e la chirurgia del carcinoma della prostata. Un punto di svolta viene con l’introduzione della Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata e la biopsia Fusion.
«Si tratta di una nuova tecnica, inserita nel 2018 nelle linee guida europee – ha detto il dottor Carmelo Morana pordenonese e primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” - che consente la visualizzazione del focolaio tumorale mettendo insieme le immagini ecografiche, in corso di esame bioptico, con quelle della risonanza magnetica garantendo così una diagnosi precisa. Una cosa è importante sapere - continua il dottor Morana - che di cancro della prostata si può guarire. In funzione dello stadio della malattia, l’età e lo stato di salute del paziente si possono effettuare diversi trattamenti che vanno dalla terapia medica ormonale, alla radioterapia, al trattamento chirurgico (prostatectomia radicale) attraverso il Robot Da Vinci che nella maggior parte dei casi riesce a salvaguardare le funzionalità maschili come l’erezione e le funzioni urinarie».

Le linee guida

L’ultimo decennio ha segnato un’evoluzione importante delle tecniche urologiche, garantendo al paziente una diagnosi più appropriata ed un trattamento, ove necessario, più mirato e con meno impatto sulla sua qualità di vita. Ciò che è importante fare, però, è non sottovalutare i sintomi e sottoporsi regolarmente ad esami di controllo.
Linee guida per una corretta prevenzione in ambito urologico vengono dalla Società Italiana di Urologia (SIU) che ha stilato delle semplici regole da adottare: bere con regolarità un'adeguata quantità di acqua, almeno un litro e mezzo ad intervalli regolari durante tutta la giornata e scegliere un’acqua oligominerale, leggera, a basso contenuto di sodio e diuretica, che possa facilitare la funzionalità renale. Seguire una corretta alimentazione limitando il consumo di grassi animali, birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, alcolici e superalcolici, caffè, privilegiando, al contrario, i cibi contenenti sostanze antiossidanti quali la vitamina A, C e E.
È importante inoltre prestare attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina senza trascurare il minimo episodio di incontinenza urinaria, sia sotto sforzo che a riposo. Se si dovessero evidenziare delle tracce sangue nelle urine è necessario un consulto con l'urologo
perché anche un singolo episodio di ematuria può rappresentare un sintomo precoce di gravi patologie dell'apparato urogenitale.
 

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