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Il calice Novapyx, ideato da alcuni friulani

Il calice Novapyx, ideato da alcuni friulani

Prendere l'ostia evitando il contagio: il calice automatico è un'idea friulana

Udinesi hanno ideato un modo per distribuire le particole in maniera sicura: si chiama Novapyx e nasce per ridurre al minimo le possibilità di contagio e l'uso di guanti in chiesa

Sono friulani gli inventori di uno strumento che serve per offrire la particola ai fedeli in tutta sicurezza, senza contatto, ma accorciando le distanze sociali in un momento così intimo come quello della comunione. Si chiama "Novapyx", ed è nata come un aiuto in tempo di emergenza sanitaria: è un progetto funzionale per offrire la particola ai fedeli. Il progetto nasce per ridurre al minimo le possibilità di contagio e per diminuire l’uso di guanti e disinfettanti durante la cerimonia eucaristica. Ad ideare il calice è stata la Friultek Srl, un'azienda udinese che si occupa di automazione industriale e sviluppo software.

Il progetto

Il calice, in due diverse dimensioni (260 mm e 230 mm, che contengono rispettivamente 160 e 140 particole), ha una levetta presente sulla pisside azionata dal parroco: il fedele non deve far altro che posizionare le mani al di sotto del punto di erogazione per raccogliere il corpo di cristo. La parte esterna del calice, completamente smontabile e lavabile, è composta interamente in ottone argentato o dorato, il meccanismo invece, è costituito di PET-G ad uso alimentare. Le particole utilizzate devono avere un diametro di 35 mm e uno spessore di 1 mm. Anche le celebrazioni religiose, dunque, hanno trovato il loro modo di convivere con il coronavirus e tutto ciò che ne consegue. 

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