Cronaca

Cai Fvg: i rifugi alpini verso la riapertura estiva

Il club si sta impegnando per supportare i 19 rifugi sparsi tra le montagne delle regione, per un totale di oltre 700 posti letto

Un'immagine del rifugio Marinelli

Il Club Alpino Italiano del Friuli Venezia Giulia si sta impegnando a sostenere i 19 rifugi gestiti in regione (che contano un totale di oltre 700 posti letto) per la riapertura della stagione estiva.

Turismo

Come ricorda il Cai Fvg, le strutture in quota rappresentano un elemento fondamentale dell'offerta turistica montana, oltre a un irrinunciabile presidio territoriale. “Ci stiamo impegnando perché i rifugi alpini della nostra regione anche quest'estate possano garantire accoglienza e servizi a quanti frequentano la montagna e ci siamo attivati per trovare soluzioni che ne permettano la riapertura in sicurezza”, dichiara il presidente, Silverio Giurgevic.

Sicurezza

Una riapertura, ovviamente, in totale sicurezza, sia per i gestori, sia per i clienti. “In attesa delle disposizioni normative cui dovremo rigorosamente attenerci, possiamo prevedere che se sarà possibile la somministrazione di cibo e bevande garantendo il distanziamento richiesto, sarà più complesso gestire i pernottamenti – precisa Giurgevich – ma per questo il Cai sta già valutando a livello nazionale, anche in coordinamento con i club alpini d'oltre confine, tutte le strade percorribili”.

Confronto

Al fine di supportare tutti e 19 i rifugi della regione, il Cai Fvg, in rapporto con le sezioni e la commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi, sta avviando un confronto sul territorio coinvolgendo rifugisti, medici ed esperti e intende intervenire nelle sedi istituzionali. “In questo momento riteniamo quanto mai importante che le scelte siano condivise da tutti e siamo pronti a mettere a disposizione l'esperienza e le conoscenze dei nostri tecnici e dei nostri volontari per ripensare con consapevolezza e rispetto alle modalità di frequentazione delle montagne, sia su sentieri, ferrate e vie alpinistiche, che nei rifugi – sottolinea Giurgevich – così da dare, al più presto, risposte alle aspettative della categoria dei gestori dei rifugi ma anche, e soprattutto, della grande schiera di appassionati che la montagna attende”.

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