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E' arrivato l'autobus interattivo, il BuSmart

Le nuove frontiere della mobilità illustrate da Saf spa e Autovie Venete  nel focus di Future Forum

Entrato in servizio oggi, dopo essere stato in vetrina per tutta la mattinata in via Savorgnana a Udine,  percorrerà le strade della città fino a lunedì il nuovo autobus di Saf “BusSmart”, dotato di connessione wi-fi che permette di pianificare il proprio viaggio con Google Maps, conoscere gli orari dei servizi in tempo reale e acquistare i biglietti direttamente con uno smartphone. Un tour promozionale per offrire agli utenti un assaggio di quello che sarà il trasporto del futuro. E proprio questo è stato il tema al centro dell’incontro "Un futuro per il tempo di mezzo", un appuntamento che rientra nel calendario di Future Forum durante il quale è stata approfondita l’evoluzione della mobilità nei prossimi anni.

Due i protagonisti del focus: Saf spa azienda che opera nel trasporto pubblico locale e Autovie Venete, concessionaria autostradale. Molteplici e complementari fra loro gli aspetti trattati dal panel del relatori , da Nicola Baldo del Dipartimento di Chimica e Ambiente dell'Università di Udine che ha illustrato le novità in materia di pavimentazioni stradali a  Giovanni Longo dell'Università di Trieste che ha delineato le nuove frontiere dell’Its  ((Intelligent Transport Systems), da Leopoldo Montanari di Arriva Italia a Dario Melpignano di Neoesperience Milano e Paolo Perco di Autovie Venete. Affascinante lo scenario descritto da Melpignano che ha spiegato come innovare il trasporto pubblico attraverso lo smartphone,  modificando la percezione di “servizio minore” che ne ha l’utente. “I nuovi bus – ha detto – saranno dotati di connessione wi-fi, “arredati” con vetrofanie a codice QR che, inquadrate dallo smartphone permetteranno di ottenere informazioni culturali sul luogo che sto attraversando e notizie di servizio; consentiranno di giocare se voglio rilassarmi, partecipare a concorsi a premi, accumulare punti con i quali ottenere sconti nei negozi del territorio. Un “hashtag di tratta” (tutto sarà condiviso con i social network), offrirà inoltre la possibilità di partecipare a un diario di viaggio collettivo e condiviso. Una filosofia, quella dell’interattività e della condivisione, che accomuna trasporto locale e autostrada “un’infrastruttura - ha spiegato Paolo Perco - sempre più interattiva e dialogante”.

I numeri, come sempre lo dimostrano concretamente: i visitatori del sito mobile di Autovie sono passati da  20 mila 310 a 82 mila 697. Un incremento esponenziale che va di pari passo, è ovvio, con la diffusione degli smart phone ma conferma anche il notevole interesse degli utenti per l’informazione. Le nuove tecnologie modificheranno radicalmente anche i caselli che sono destinati a sparire, per essere sostituiti da portali in grado di interagire con il “telepass di nuova generazione”, una sorta di card intelligente che, oltre a eliminare le code evitando la fermata, permetterà di pagare anche tante altre cose, dal parcheggio agli accessi in aree riservate. In Italia, si paga già così per la sosta nel park di Fiumicino e per l’ingresso nella zona a traffico limitato di Milano”.  L’evoluzione autostradale passa anche attraverso le misure di tutela ambientale : non solo le nuove opere, ma anche quelle in fase di riqualificazione, sono dotate di aree di fitodepurazione, barriere fonoassorbenti, impianti fotovoltaici dove è possibile, impianti per il trattamento delle acque. Misure importanti anche dal punto di vista dell’investimento che richiedono:  per la A34 (ex Villesse – Gorizia) ad esempio, l’incidenza è del 14%  Su un investimento di 102 milioni di euro, infatti, 15 milioni sono imputabili agli interventi di tutela ambientale. Ancora più elevato l’impegno nel primo lotto della terza corsia (tratto Quarto D’Altino – San Donà di Piave) dove, a fronte di un costo per i lavori pari a 225 milioni di euro, ben 76 milioni (ovvero quasi il 34%) sono riconducibili alle misure a difesa dell’ambiente. Completamente rivoluzionato, infine, il ruolo delle aree di servizio  destinate a trasformarsi in una specie di “propaggine delle città” accessibili anche dall’esterno per poterne utilizzare i servizi e autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

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