Budget da 350mila euro a sostegno dei ricercatori universitari

Il fondo sarà equamente distribuito tra le Università di Trieste e Udine, per sostenere percorsi di ricerca a favore di ricercatori di età fino a quarant'anni,

Un budget complessivo di 350mila euro, equamente distribuiti tra le Università di Trieste e Udine, per sostenere percorsi di ricerca a favore di ricercatori di età fino a quarant'anni, residenti o presenti per ragioni di studio o di lavoro nel territorio regionale, mediante l'attivazione di assegni di ricerca di durata tra i dodici e i trentasei mesi. 

E' la nuova misura prevista dalla Regione Fvg che si prefigge di creare ricadute concrete, dirette e misurabili, per il territorio regionale.  Ne dà notizia l'assessore regionale all'Università e Ricerca Alessia Rosolen. "La misura - spiega - nello specifico mira a favorire il rafforzamento del sistema scientifico regionale e la sua attrattività anche a livello internazionale, a favorire le relazioni tra il sistema universitario e della ricerca e l'ambito artistico, museale e culturale per finalità economiche, produttive e sociali e vuole contribuire all'inserimento occupazionale dei destinatari, inserendoli sin dalle prime fasi dei loro percorsi formativi in progetti di valore scientifico"

Le attività

Le attività di ricerca possono svolgersi, oltre che presso i beneficiari, ovvero le Università di Udine e Trieste, anche nelle strutture di altri soggetti operanti con sede legale o operativa sul territorio regionale, come organismi di ricerca, sia pubblici che privati; conservatori di musica; istituzioni artistiche, museali e culturali e imprese. I soggetti ospitanti si impegnano a sostenere le attività di ricerca previste nei progetti di ricerca, garantendo l'accesso e l'utilizzo delle strutture, dei materiali e dei servizi necessari per la realizzazione dei progetti e a fornire un servizio di tutoraggio attraverso il proprio personale. 

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"Per la ricerca - spiega Rosolen - la sfida resta la capacità di uscire dai laboratori ed entrare nella vita quotidiana: la fase emergenziale che stiamo vivendo rafforza la convinzione che la ricerca può diventare centrale nel momento in cui viene percepita come un effettivo valore aggiunto, non solo da una platea ristretta, ma dall'opinione pubblica. Servono progetti innovativi che contribuiscano alla ripartenza del tessuto socioeconomico. La ricerca può e deve essere trainante: questo è - conclude Rosolen - un grandissimo banco di prova".

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