A Udine un brindisi civico in omaggio a Marco Pannella

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"'Homo morto non fa guerra' si diceva nell'Italia antica. È vizio diffuso, non solo italiano, quello di obliare o vituperare le persone in vita per poi esaltarle dopo la morte, quando si ritiene che non siano più in grado di influire nelle vicende del mondo e neanche di godere - bella cattiveria! - della terrena soddisfazione di sentirsi riconosciute. La speranza è che gli onori post mortem possano per lo meno in qualche modo raggiungere le soglie dell'Oltretomba oltreché la coscienza distratta dei vivi": così il presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", prof. Alberto Travain, al brindisi sociale dedicato "allo scomparso Marco Pannella e, se non proprio a tutte le sue battaglie, certamente al coraggio, alla competenza, alla tenacia e alla fantasia con cui le condusse, eroe irriducibile della società civile italiana, cittadino ribelle alle tirannie e campione di partecipazione civica". Venerdì 20 maggio 2016, tra i sodali del Fogolâr Civic convenuti alla Casa Veneziana di Udine, presso il celebre Caffè Zecchini di Piazza XX Settembre, il geometra Sergio Bertini ha, poi, rievocato la simpatia e l'acutezza del personaggio con un accenno anche alle sue visite al capoluogo friulano, mentre il critico Alfredo Barbagallo ne ha rimarcato in particolare onestà, coerenza, umanità, non violenza e sincera testimonianza antimilitarista con particolare riguardo alle regioni friulana e siciliana costituenti ai tempi il fronte italiano più esposto della Guerra Fredda. Al socio Pino Capoluongo, priore della confraternita udinese del Santissimo Crocifisso, di Pannella è piaciuto nella contingenza ricordare quel tenero "ti voglio bene" scritto di recente a Papa Francesco, "testimonianza di condivisione di valori importanti" al di sopra delle differenze di prospettiva.

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