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Evirò un militare a Udine: la donna incriminata potrebbe 'salvarsi'?

L'episodio era avvenuto lo scorso febbraio. Secondo un'esponente di Fdi, c'è possibilità che la vicenda giudiziaria si risolva a favore della responsabile del gesto, grazie al permesso di soggiorno in scadenza nel 2016

Aveva evirato un alpino a Udine e, dopo il gesto, era stata fermata e arrestata dalla polizia e portata, successivamente, all’ospedale psichiatrico di Trieste. 

L’episodio era avvenuto a Udine lo scorso febbraio: l’autrice del violentissimo gesto una donna brasiliana di 31 anni, che tuttora si trova nella struttura del capoluogo giuliano.

Oggi il giovane militare, originario del Salento, rischia di non ottenere giustizia. Lo sostiene Tiziana Montinari, Responsabile Nazionale del Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d'Italia-AN, secondo cui la vicenda potrebbe infatti chiudersi a favore dell’imputata.
Montinari, come rivelato a LecceSette, sostiene che “il permesso di soggiorno della donna scadrà a gennaio 2016 e c'è il timore che la stessa possa sottrarsi alle sue gravi responsabilità”.

Sempre secondo Montinari, “dal momento che risulta nullatenente, il giovane militare salentino nonostante le lesioni gravissime riportate - che gli hanno causato un'invalidità semi-permanente- rischia di non poter vedere risarcito il danno subito”.
Il ragazzo, attualmente, dovrà subire una serie di ulteriori interventi chirurgici per recuperare le funzionalità dell’organo. Infine la rappresentante di Fdi-An si chiede come sia stato possibile che "una persona con comprovata pericolosità sociale abbia avuto il rilascio del permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare”.

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