"Prigionieri" del degrado di Borgo Stazione, il racconto di un giovane residente

Schiamazzi, spaccio alla luce del sole risse e interventi delle forze dell'ordine difficili da ottenere. Così un residente, racconta la vita in Borgo Stazione, quartiere, ci riferisce, che negli ultimi tempi è sempre più trascurato a discapito dei residenti che si vedono costretti ad una sola alternativa: il trasferimento

Immagine d'archivio

Risse, spaccio, urla e un'atmosfera quasi da Far West. È l'istantanea che appare dai racconti di una famiglia che vive in Borgo Stazione che ha contattato la nostra redazione per raccontare i dettagli di una situazione, ai più nota, ma della quale spesso solo i residenti conoscono le molte sfaccettature.

Il racconto

"La situazione negli ultimi tempi è seriamente degenerata – racconta il giovane del nucleo familiare –, le risse avvengono ad ogni ora del giorno e della notte, gli episodi di spaccio sono chiari e sotto la luce del sole. I bar si sono trasformati da luoghi di fruizione di un momento di pausa, a posti di lunga permanenza per persone poco raccomandabili. Mia sorella non può più uscire da sola, deve sempre essere accompagnata per paura che qualcosa possa capitare – prosegue –, mentre prima, chiamando le forze dell'ordine, l'intervento era immediato e ci si poteva sentire più tranquilli. Ora invece, nonostante le segnalazioni dei vari episodi, spesso non interviene nessuno". "Mi è stato detto di segnalare la situazione con una mail alla Polizia, cosa che ho fatto. Non ho mai ricevuto risposta. Non siamo liberi di muoverci con tranquillità e l'alternativa è solo una: cambiare casa".

Borgo Stazione

Una situazione che da tempo è al centro delle cronache locali (episodi di risse, inseguimenti e locali sotto sequestro) che ha visto anche l'interessamento da parte dell'amministrazione comunale, la quale ha provveduto a monitorare ulteriormente la zona avvalendosi anche di vigilantes che potessero intervenire in caso di necessità. Nei fatti però, pare che nulla sia cambiato concretamente, a discapito dei residenti (soprattutto di lunga data) che si vedono costretti, per prudenza e timore al trasferimento, contribuendo allo spopolamento del quartiere.

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