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Una serata con Andrea Braido al The Black Stuff

Una serata con Andrea Braido al The Black Stuff

Niente più musica dal vivo, finisce l'era del live al "The Black Stuff"

Da gennaio il palco del pub irlandese non ospita più i concerti che negli ultimi 15 anni lo hanno reso tra i posti più popolari del Nord Est

"I primi in assoluto sono stati tre ragazzi di Gemona di cui non ricordo il nome, la sera del 4 settembre 2004. So solo che uno di loro adesso fa il liutaio. Suonarono alcuni pezzi rock. L'ultimo è stato l'ex calciatore Pablo Daniel Osvaldo, sul palco assieme al suo gruppo. Da ora in avanti non ci sarà più nessuno". E' così che Giovanni Pigani, titolare del The Black Stuff, ci racconta la fine di 15 anni di musica dal vivo nel suo locale. Avete capito bene, niente più live nel pub irlandese di via Gorghi. Il motivo? "Ho perso un po' di voglia di lottare - spiega Pigani - perché per proseguire con progetti del genere ne serve davvero tanta. La burocrazia, come negli altri settori, non aiuta di certo. Poi ci sono i costi elevati, tutte le molteplici norme sulla sicurezza da seguire in maniera impeccabile, l'incertezza di leggi e regolamenti che confinano questo tipo di esibizioni in un limbo difficilmente decifrabile, la mancanza di attitudine culturale del nostro paese per questo genere di spettacolo". Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il concerto è solamente un veicolo pubblicitario, non di certo un metodo per guadagnare di più, si sta poco a fare il conto di cosa convenga. "L'unico ritorno per tutto questo impegno era quello pubblicitario - ragiona Pigani -. Va detto che il locale è cresciuto in prestigio e popolarità grazie alla musica, ma il gioco non vale più la candela". 

Grandi nomi

Inevitabile pensare ai tempi trascorsi e a quanti sono passati dal "Black" per proporre la loro musica in questi tre lustri. "Abbiamo avuto di tutto - ricorda Pigani - dai talenti locali a virtuosi di livello mondiale. Mi piace ricordare Guthrie Govan dei The Aristocrats, il primo ospite internazionale a metà anni 2000, John Corabi dei Motley Crue, Chris Slade degli AC/DC, Gilby Clarke dei Guns, Marco Mendoza degli Whitesnake, Richie Kotzen, Kee Marcello degli Europe, Paul Gilbert ed Eric Martin dei Mister Big". Qualche rimpianto? "No - incalza Pigani - ma mi sarebbe piaciuto avere Nuno Bettencourt -. Avevamo già firmato il contratto, ma poi lo scritturò Rihanna (con cui suona ancora ndr) per il suo tour e annullammo la data". Pigani, animato dalla sua grande passione musicale, ci ha messo molto del suo, ma negli anni è stato aiutato anche da veri e propri esperti del settore. "Ci tengo a ringraziare in particolare Federico Missio, che fu il primo ad assumersi l'incarico della direzione artistica, e Gianni Rojatti. Con lui possiamo dire che il The Black Stuff è diventato un vero e proprio punto di riferimento per la musica non solo in regione, ma in tutto il Nord Est. Grazie al suo apporto abbiamo fatto il vero e proprio salto di qualità". 
 

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