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Quasi 5mila denunce al confine: l'anno in numeri della Polizia di Frontiera

Traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, reati contro il patrimonio: sono questi i crimini contrastati lungo il confine nord orientale della regione

Il 2019 appena conclusosi è stato un anno di intensa attività per la Polizia di Frontiera lungo la fascia confinaria nord orientale: nei servizi pattugliamento e vigilanza espletati nel corso del 2019, che hanno interessato gli aeroporti, i porti e la fascia confinaria terrestre del Triveneto, sono state impiegate, con compiti di vigilanza e contrasto alla criminalità transfrontaliera, oltre 25.000 pattuglie.

I numeri

Tale attività, che ha portato al rintraccio di 4.789 stranieri irregolarmente presenti sul territorio nazionale, ha permesso anche di individuare e denunciare 4.814 persone, 406 delle quali in stato di arresto e 4.408 indagati in stato di libertà, in quanto responsabili di violazioni alle norme sull’immigrazione clandestina, traffico di stupefacenti, reati contro il patrimonio, o, soprattutto nel caso delle persone arrestate, perché a loro carico pendevano provvedimenti di cattura emessi da varie Autorità Giudiziarie dislocate sul territorio nazionale o straniere.

Flussi migratori

In un anno che ha segnato un incremento dei flussi migratori lungo la cosiddetta rotta balcanica settentrionale, soprattutto lungo la direttrice Bosnia-Herzegovina, Croazia e Slovenia, l’area maggiormente interessata è risultata essere quella a ridosso della Slovenia, con 3.540 stranieri irregolari rintracciati lungo la fascia confinaria giuliano-isontina, di cui 373 in provincia di Gorizia e 3.167 in quella di Trieste.
All’aumento della pressione migratoria è seguito un deciso incremento anche dell’attività di contrasto che, nelle sole provincie di Trieste e di Gorizia, ha portato all’individuazione di ben 63 “passeur”, 36 dei quali sono stati tratti in arresto per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. In quattro distinte occasioni, tutte verificatesi in provincia di Trieste, tali attività repressive si sono estrinsecate mediante inseguimenti transfrontalieri di veicoli in fuga, dal territorio sloveno a quello italiano. In tali casi, che sono stati sinergicamente gestiti in stretto coordinamento con le autorità di Polizia slovene, le attività operative si sono tutte concluse con l’arresto dei favoreggiatori che trasportavano numerosi migranti irregolari.

Pattugliamenti misti

Considerati i positivi risultati conseguiti, sono continuati anche nel 2019 i quotidiani servizi di pattugliamento misto italo-austriaco sulla direttrice Klagenfurt/Tarvisio e, previa stipula di un accordo con le Autorità di Polizia slovene, tale attività è stata estesa dal primo luglio anche alla fascia confinaria italo-slovena delle provincie di Trieste e di Gorizia. L’accordo in parola, temporaneamente stipulato per un periodo di tre mesi, è stato poi ulteriormente prorogato con la previsione di un potenziamento dei servizi di pattugliamento, che vengono ora effettuati con cadenza quotidiana.
Dall’inizio dei pattugliamenti, che hanno visto complessivamente l’impiego di 126 equipaggi misti, sono stati rintracciati 159 migranti irregolari. L’ottima cooperazione con le omologhe Autorità di Polizia confinanti si è poi ulteriormente consolidata grazie alla recente stipula di un accordo, tra le Procure di Trieste e di Koper, volto ad agevolare lo scambio info investigativo diretto, tra Forze di Polizia italiane e slovene, in materia di contrasto al crimine transfrontaliero.

Rinforzi

Da segnalare, infine, che le attività di controllo e di vigilanza espletate lungo la fascia confinaria state rafforzate mediante l’impiego, in ausilio alla Polizia di Frontiera, sia di operatori di Polizia inviati di rinforzo, che di contingenti operanti presso i Settori di Tarvisio e di Trieste. Analogo rinforzo è stato pure mantenuto, quale deterrente per prevenire anche eventuali infiltrazioni di terroristi o foreign-fighters, presso le aree sensibili dei principali porti ed aeroporti della giurisdizione.
 

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