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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Centro / Piazza della Libertà

Il Consiglio di Stato dice "no" al ricorso del Comune di Udine contro il Contarena

Prosegue la battaglia legale tra Comune di Udine e la società Spritz Time, che attualmente gestisce il Contarena. Secondo il titolare della società Edoardo Leone l'amministrazione comunale si starebbe inutilmente accanendo per motivi diversi da quelli evidenziati nell'abito legale

Nuovo round nella battaglia legale tra Spritz Time (società che gestisce la caffetteria Contarena) e il Comune di Udine.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'istanza di revisione presentata dall'amministrazione comunale udinese, volta ad annullare la sospensiva con la quale mercoledì scorso è stato bloccato lo sgombero stabilito dal Tar del FVG.

Per capire gli sviluppi della vicenda e quanto accadrà ora allo storico locale del centro cittadino, bisognerà attendere il prossimo 31 maggio, come stabilito dalla precedente istanza di revisione.

Una diatriba da somme importanti, una vicenda complessa della quale vi avevamo parlato nei nostri precedenti articoli, ed a colpi di post, sulla quale solo la legge potrà mettere un punto.

L'amministratore di Spritz Time srl Edoardo Leone

Nel frattempo, soddisfazione è stata espressa da Edoardo Leone, amminsitratore della società Spritz Time in merito al rigetto dell'istanza di revisione da parte del Consiglio di Stato.

"Il Comune di Udine si è presentato mercoledì scorso con ben cinque agenti della Polizia Locale, l’avvocato Martinuzzi oltre al dirigente alle locazioni, con il solo scopo intimidatorio malgrado da parte nostra ci sia sempre stata collaborazione, il che non vuol dire accettare di subire accanimenti per interessi personali - afferma Leone - Continuiamo  a domandarci, perché il Comune di Udine non ha mai voluto realmente analizzare le spese da noi sostenute ma pensa solo a liberare così urgentemente il Contarena?
Per giustificare questo accanimento infatti il Comune di Udine continua a rimarcare il nostro “debito” senza mai considerare il nostro “credito” per il quale entrambi i tribunali sono concordi che dovranno essere quantificate nel corso di causa civile, dove ricordiamo è pendente una richiesta da oltre un milione e mezzo. 
Non si tiene mai conto che fra atto ricognitivo e spese di gestione quando noi siamo entrati nel 2018 vi era già un debito che superava i 300.000 euro".

"Con un dialogo costruttivo - conclude Leone nella nota - oggi non ci sarebbe nessun contenzioso".
 

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