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La Madonna delle Grazie, viaggio all'interno del Santuario di Udine

Le riprese realizzate da Fabio Pappalettera ci portano ad esplorare uno dei luoghi di culto più affascinanti della città, dalla storia spesso trascurata e dalla grande vocazione religiosa

Il grande Santuario della Beata Vergine delle Grazie è situato sul lato nord est dell'ellisse verde di piazza Primo Maggio, a pochi metri dalla zona a traffico limitato del centro storico. Si tratta di un luogo di culto tra i più importanti della città dalle linee classiche e dall'aspetto imponente. Chiamato anche con il semplice nome “Madonna delle Grazie”, nella parte interna presenta un grande chiostro. Il santuario è sorto nella seconda metà del XV, durante il dominio della Repubblica Veneta, allo scopo di custodire gelosamente un dipinto che fino a poco tempo prima veniva custodito all'interno del castello di Udine. L'opera, ricevuta in dono dal sultano di Costantinopoli, apparteneva al cavaliere veneto Giovanni Emo e raffigurava una vergine. Dopo la prodigiosa guarigione avvenuta a beneficio di una sua cuoca gravemente ferita, furono attribuiti alla Madre di Dio alcuni poteri taumaturgici e fu così deciso il suo trasferimento alla chiesa dedicata ai santi Gervasio e Protasio posizionata in “Giardino Grande”, dove erano stati da poco insediati i frati Servi di Maria. L’8 settembre del 1479 con una processione la tela fu dunque trasportata dal colle alla chiesetta. L’immagine, di stile bizantineggiante, raffigura la beata Vergine Maria con il volto leggermente inclinato verso il Figlio che è presentato nell’atto di poppare. Nella parte alta dell’immagine si legge la parola “Madre di Dio”. L’icona si riallaccia all’insegnamento del Concilio di Efeso e al concetto del legame carne-sangue Madre - Figlio di Dio.

Fabio Pappalettera, il ragazzo che ha trovato un lavoro grazie al suo "Friuli spettacolare"

L'edificazione Basilica

Il dono dell’icona taumaturga, invocata “Beata Vergine delle Grazie” perché misericordiosa verso i devoti, creò un intenso movimento di pietà popolare verso la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Così il 12 aprile del 1495 si pose la prima pietra di una nuova chiesa, che iniziò ad essere ufficiata già nel 1513. Nel 1520 venne consacrata, mentre subì un'importante ristrutturazione nel corso del sec. XVIII: fu prolungata e rialzata la navata, ristrutturato il presbiterio e l’abside, sopraelevato il campanile. Più tardi si aggiungerà il pronao antistante la facciata e poggiante su quattro grandi colonne, si rifarà la scalinata e il ponte sulla roggia che immette nella grande piazza e si decorerà egregiamente sia la cappella della Vergine sia il resto della chiesa. La chiesa fu dichiarata Basilica minore il 21 giugno 1922.

La Cappella della Vergine

L’icona miracolosa della Vergine venne collocata in una cappella a se stante. Questa cappella, più tardi dedicata al beato Bonaventura da Forlì, ora custodisce il crocifisso ligneo trecentesco lasciato in dono dalle monache clarisse. Nel sec. XVIII si pensò bene di costruire anche una nuova cappella, che fu completata per la fine del 1769 a spese del Comune di Udine. A pianta quadrata, essa è sormontata da una cupola e variamente decorata.

Il Convento

L’attuale convento, con il suo ampio e luminoso chiostro, al centro del quale c’è sempre una cisterna per l’acqua, risale al sec. XVI anche se fu costruito in tappe successive con una architettura fondamentalmente cinquecentesca. La storia del convento si fonde con la storia della presenza dei Servi di Maria in Udine: da sempre essi sono “i frati della Madonna delle Grazie”. La loro presenza al santuario ha avuto una lunga pausa. Infatti, con le invasioni francesi del 1797 essi furono espulsi da Udine e il convento divenne prima proprietà del demanio e poi fu venduto a privati. Dopo l’esemplare servizio di quattro parroci del clero secolare, i frati hanno potuto far ritorno alle Grazie il 2 luglio 1923, gioiosi di poter riprendere il loro plurisecolare servizio alla Vergine e l’assistenza spirituale ai devoti del Santuario, che si esprime anche con l’accoglienza dei fedeli nell’ampia Penitenzieria, vera clinica dello Spirito.

Devozione

Dal giorno in cui l’immagine della Vergine venne trasferita dal castello di Udine alla chiesetta dei santi Gervasio e Protasio (8 settembre 1479) fino ai nostri giorni, la devozione del popolo verso la Beata Vergine delle Grazie non ha conosciuto interruzione: ne fanno fede i molti ex voto che si conservano nel santuario. La “Madonute des graziis”, come viene popolarmente chiamata, è stata presenza viva negli ultimi cinque secolo degli udinesi e dei friulani, che hanno amorevolmente contribuito alla costruzione, alla conservazione e alla decorazione del suo santuario, e che si sono rivolti a Lei soprattutto nei grandi momenti di emergenza sociale e nelle principali tappe della propria vita personale, facendosi pellegrini sinceri e devoti. Ne fa fede la celebrazione annuale del “Voto Cittadino”, che riunisce autorità civili e religiose per un grande omaggio alla Madonna delle Grazie la domenica a seguito della memoria liturgica di ottobre. Così avvenne anche durante il terremoto del 1976 (del quale si conserva nell’atrio della Chiesa una memoria artistica, opera del pittore Arrigo Poz di Udine); così avviene ogni giorno nel continuo pellegrinaggio di singole persone, di nuclei familiari, di comunità ecclesiali.

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