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Bando Cavarzerani, Honsell chiede chiarimenti a Minniti: "Noi all'oscuro, Ministero incoerente"

Chiesto un incontro urgente con il ministro dell'Interno per far presente la situazione, discutere sui numeri previsti a Udine e chiedere anche conto delle sue stesse dichiarazioni

«Abbiamo chiesto un urgente incontro con il ministro dell'Interno Minniti, perché le notizie sul bando per la gestione dell'accoglienza, di cui eravamo all'oscuro, vanno contro le sue stesse dichiarazioni rilasciate durante l'incontro con i sindaci sulla chiusura dei grandi centri di accoglienza straordinaria». Il sindaco Furio Honsell e la giunta del Comune di Udine hanno quindi espresso una forte censura di tale atteggiamento e «hanno chiesto al capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno, Mario Morcone, un incontro urgente con il ministro per sapere come mai, dopo le dichiarazioni di voler chiudere i grandi centri di accoglienza, e poi si va verso la realizzazione di uno di questi a Udine». 

Honsell: Ministero incoerente

«Sono profondamente deluso, considerato anche che nel nostro ultimo incontro Minniti aveva dichiarato di puntare sull'accoglienza diffusa ed evitare di realizzare grandi centri – spiega il sindaco Honsell - .La problematica a Udine è diversa dalla situazione di Gorizia e di altri Comuni di centrodestra: noi non abbiamo mai avuto 70-80 persone che dormono per la strada, come accade a Gorizia, e questo anche perché la Croce Rossa ha gestito i centri della Cavarzerani e della Friuli. È vero che alla Friuli e Cavarzerani abbiamo avuto anche 1200 persone alcuni anni fa, ma in questo momento i numeri erano di alcune centinaia. Alla Cavarzerani meno di 300, alla Friuli un'ottantina. Questa emergenza non può continuare: se è vero che c'è una grande apertura mentale, è anche vero che questa situazione critica è causa di apprensione, legata all'incoerenza del Ministero che prima dice di voler chiudere i centri e poi effettua scelte diametralmente opposte. Siamo riconoscenti alla Croce Rossa perché, diversamente da quello che succede a Gorizia e in altre città, noi non abbiamo i richiedenti asilo per le strade; però un conto è avere un piccolo polmone di posti - conclude il primo cittadino- , un conto è aprire a 500 persone addirittura su due centri».

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