Rubano cavi di rame causando danni e black out: arrestati in otto

Per togliere il materiale si arrampicavano su tralicci altissimi. In Friuli avevano rubato veicoli, furgoni e diverse attrezzature in 21 Comuni diversi

Smantellavano cavi di rame arrampicandosi su tralicci altissimi dell'energia elettrica in tutta la Pianura Padana, provocando danni economici e black out. Tra luglio e agosto 2018 in Friuli sono stati autori di numerosi furti di veicoli, furgoni e di attrezzature asportate da ditte e abitazioni private, nei comuni di Rivignano, Artegna, Buia, Sedegliano, Codroipo, Bertiolo, Osoppo, Tavagnacco, Aiello del Friuli, Palmanova, Villesse, Tapogliano, Pavia di Udine, Manzano, Cividale del Friuli, Romans d'Isonzo, Dignano, Carpacco, Mortegliano, Flaibano, Coseano. Il sodalizio criminale formato da 8 componenti è stato però smantellato definitivamente questa mattina dai carabinieri di Cremona in collaborazione con i militari dell'arma di Milano, Pavia, Lodi, Udine e Bologna.

L'indagine

Gli otto arrestati sono ritenuti responsabili - a vario titolo e in concorso tra loro - di una serie di reati di furto aggravato e ricettazione. L'indagine, denominata 'Black out", ha permesso di identificare i malviventi come gli autori dei furti di rame che hanno causato difficoltà tanto ad aziende quando a piccoli centri abitati. L'operazione dei militari ha avuto inizio già nel 2016, dopo i numerosi episodi messi a segno nelle province di Cremona, Milano, Lodi, Pavia e Piacenza con una serie di furti di rame dalle linee di media tensione e di ruberie ai danni di abitazioni e ditte.

La cattura

Le ricerche sugli autori dei furti e dei danni, effettuate con numerosi pedinamenti e appostamenti , hanno permesso di risalire agli otto arrestati e di attribuirgli almeno cento colpi messi a segno solo nel corso dell’anno 2017 in tutto il Nord Italia.  A Udine i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno dato esecuzione a due provvedimenti di custodia cautelare per il reato di furto aggravato nei confronti di due cittadini rumeni, già detenuti presso la Casa Circondariale di Udine. 

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