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Svuotavano bancomat e abitazioni: fratello e sorelle denunciati e allontanati

L'uomo, 21enne originario della provincia di Udine, alloggiava in un albergo del pordenonese

A causa dei suoi numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, ieri mattina, un 21enne originario della provincia di Udine e ospite in albergo del pordenonese, ha fatto scattare l'“Alert alloggiati” della Sala operativa della Questura di Pordenone.  A quel punto due equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si sono recati sul posto sorprendendo il giovane mentre faceva colazione. Alla vista dei poliziotti l'uomo ha tentato  di allontanarsi, ma è stato prontamente bloccato ed identificato: lo stesso risultava avere a proprio carico un divieto di ritorno in Provincia di Treviso per furto in abitazione, oltre a denunce per ricettazione, utilizzo fraudolento di carte di credito, porto di oggetti atti ad offendere, favoreggiamento ed inosservanza normativa Anticovid. Gli agenti, a quel punto, hanno esteso il controllo anche nella camera d’albergo, dove identificavano la sorella del giovane, una neo maggiorenne originaria della Provincia di Padova, gravata da denunce per reati di furto aggravato, possesso e indebito utilizzo di carte di credito e favoreggiamento personale.

Le spiegazioni poco credibili

Alla richiesta del motivo del loro spostamento a Pordenone, stante anche la vigenza del D.P.C.M. in materia Anticovid, la coppia non è stata in grado di fornire spiegazioni e, approfondendo il controllo, il personale della Questura ha rinvenuto una forbice potatrice, una carta “Postepay” e la somma in contanti di 1.340 euro in banconote da 50, 20, 10 e 5 euro. I poliziotti hanno chiesto ai giovani a chi fosse intestata la carta “Postepay” e, soprattutto, la provenienza della somma in contanti, ma i due non sono stati in grado di fornire spiegazioni credibili.

Le verifiche

Sono stati, quindi, invitati ed accompagnati negli Uffici della Questura. All'interno della loro autovettura gli agenti hanno trovato un attrezzo artigianale idoneo per aprire le placche antitaccheggio, a riprova delle attività delittuose commesse dalla coppia. Successivamente sono scattati gli accertamenti sulla “Postepay”: il bancomat, con il quale erano stati effettuati due prelievi da 600 euro ciascuno, era intestato ad una signora residente a Porcia, la quale, il giorno precedente, martedì 2 marzo, aveva subito un furto sulla propria autovettura, all’interno della quale era custodita la borsa contenente il portafoglio e la carta “Postepay”. La somma di denaro, accertata essere provento dell’indebito utilizzo, è stata posta sotto sequestro e restituita alla signora di Porcia, vittima del reato.

I provvedimenti

I due giovani sono stati denunciati per i reati di utilizzo fraudolento di carta di credito, ricettazione, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e ad entrambi veniva contestata la sanzione pecuniaria di euro 400 per la normativa Covid. Il questore della provincia di Pordenone Marco Odorisio, ha disposto nei confronti dei due giovani l’allontanamento dalla provincia di Pordenone per 3 anni con foglio di via obbligatorio ed intimazione a recarsi nei rispettivi luoghi di residenza, sottolineando come, in un periodo contraddistinto da problemi economici e sociali, a causa del perdurare della “pandemia”, è stata svolta una rapida attività di prevenzione, che oltre ad interrompere sul nascere una serie di reati contro il patrimonio, che avrebbero colpito la nostra Provincia, ha consentito la restituzione dell’intera somma di euro 1.200 alla signora vittima del furto.

I ringraziamenti

La donna, appresa la bella notizia, ha ringraziato di cuore gli agenti, per quanto quotidianamente fanno per il bene comune e la sicurezza delle persone.

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