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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Centro / Largo Ospedale Vecchio

Bancarotta fraudolenta e documentale, spariti 3 milioni di euro

Protagonista della vicenda il commercialista udinese Franco Pirelli Marti, rinviato a giudizio per il fallimento di tre società legate a una finanziaria di ispirazione filocattolica. Coinvolto anche don Luigi Fabro

Il commercialista udinese Franco Pirelli Marti è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Udine per il fallimento di tre società legate a Fingefa, finanziaria di ispirazione cattolica.

Il 5 marzo comparirà davanti al collegio giudicante per rispondere di bancarotta fraudolenta, per una serie di prelievi di denaro e di pagamenti a creditori preferenziali per una somma complessiva di circa 3 milioni di euro.

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Tre sono le vicende in cui è implicato l'uomo d'affari. La prima - per cui è stato rinviato a giudizio anche il cugino Donatello Marti, amministratore unico della società, riguarda ''Costa Rey''- riguarda una società immobiliare che avrebbe dovuto realizzare la costruzione di un villaggio in Sardegna. Le altre due fanno invece riferimento al complesso sciistico di Sappada: si tratta dell'immobiliare Tuglia sci e della Ski program, che gestiva gli impianti di risalita.

Rinvio a giudizio anche per il crack dell'immobiliare Ibisco. Pirelli Marti viene accusato di una bancarotta documentale, per una tenuta irregolare delle scritture contabili, e distrattiva per circa 56 mila euro. Per gli assegni, incassati e poi girati da Pirelli Marti a favore di un'altra sua società, quando non era più amministratore, è stato rinviato a giudizio anche don Luigi Fabbro, diventato amministratore della società proprio pochi giorni prima.

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