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Bancaria truffava i risparmiatori: soldi spesi in auto di lusso, immobili e dentista

Concluse le indagini nei confronti di una ex dipendente di un istituto di credito e dell'ex marito. Il centro delle operazioni era una banca di Tolmezzo

Concluse le indagini, curate dal sostituto procuratore Paola De Franceschi, nei confronti dell’ex dipendente di un noto istituto di credito e del marito accusati - a diverso titolo - di aver sottratto ai risparmiatori oltre 2 milioni e mezzo di euro

I capi d’imputazione

Truffa aggravata e continuata, appropriazione indebita e l’utilizzo fraudolento di carte di pagamento intestate a terze persone: questi sono i capi di imputazione per l’impiegata, mentre l’uomo dovrà rispondere del reato di riciclaggio. 

Le indagini

Le indagini, eseguite in stretta collaborazione e sinergia, dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza ed i militari della Stazione Carabinieri di Tolmezzo, hanno consentito di ricostruire una cinquantina di posizioni relative a persone truffate e depauperate dei loro risparmi, per un totale complessivo superiore ai 2 milioni e mezzo di euro. Molteplici sono state le condotte criminose poste in essere dall’impiegata bancaria secondo l’accusa. Sono stati accertati centinaia di prelevamenti allo sportello (anche di somme consistenti nell’ordine di decine di migliaia di euro) avvenuti tramite la presentazione di distinte con firme contraffatte. 

I casi

L’attività investigativa ha provato l’impossibilità fisica delle persone interessate a eseguire i prelevamenti sulla cui distinta era riprodotta o riportata la loro sottoscrizione. È il caso, ad esempio, di un cinquantenne del luogo che all’atto di un prelevamento di denaro contante a suo nome, avvenuto  allo sportello bancario di Tolmezzo, si trovava a Roma per lavoro, alla guida di un autobus turistico. Un altro episodio riguarda una ragazza carnica che, appena qualche minuto dopo un consistente prelievo di denaro contante - avvenuto sempre allo sportello della filiale di Tolmezzo utilizzando la sua firma - effettuava un prelievo con la sua carta bancomat in una località della Puglia distante oltre 1.200 Km.

Che fine hanno fatto i soldi?

La ricostruzione - parziale  - della destinazione del denaro sottratto ai clienti ha permesso di appurare che è stato impiegato, oltre che per alimentare un circuito di falsi investimenti, per le più varie spese personali, compresi il pagamento del combustile della propria abitazione che per il pagamento di materiale edile utilizzato in lavori di ristrutturazione. Altre somme sono state invece utilizzate dalla donna per il pagamento del dentista a favore dell’ex marito e per il saldo dell’autovettura a lui intestata, un’Audi Q3, già sottoposta a sequestro nel corso delle indagini. L’evidenza ha portato anche al sequestro preventivo dell’immobile adibito a civile abitazione intestato all’uomo, essendosi evidenziata una diretta correlazione tra parte dei versamenti di denaro contante e il pagamento delle rate del mutuo per l’acquisito dell’immobile in questione.

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