Bonus 600 euro, due aziende friulane lo rifiutano:«Dateli a chi ha più bisogno»

Due piccole aziende, potenziali beneficiare dell'indennità, hanno deciso di rifiutarla per lasciare che altre persone più bisognose intaschino i soldi

Il mondo dell'artigiano è tra i settori più colpiti da questa crisi economica legata al coronavirus. Per far fronte alle difficoltà di questi lavoratori, anche in regione è possibile richiedere il bonus da 600 euro, ma due piccole aziende del territorio hanno deciso di rifiutarlo per "lasciare i soldi a chi ha più bisogno".

Seguire le regole

“Quel che ci sta colpendo in questo lungo periodo di stop in cui la nostra vita è stata messa in standby - riferisce Nello Coppeto, presidente regionale CNA Fvg -, è l’incredibile compostezza e dignità con cui, pazientemente, gli artigiani del Fvg hanno accettato il “fermo”, seppur con le immaginabili difficoltà economiche che esso comporta, allineandosi alle direttive senza protestare. Il mondo delle piccole-medie imprese si è adeguato rispettosamente alle decisioni del governo, consapevole che solo il distanziamento sociale potrà mitigare l’epidemia”.

Pazienza e correttezza

“Quando gli uffici CNA hanno contattato gli associati del Fvg per sapere se le loro attività fossero aperte - aggiunge il direttore della CNA Fvg, Roberto Fabris - non abbiamo riscontrato rabbia. Tutti hanno capito fino in fondo il dramma che si sta vivendo e ognuno sta facendo la sua parte, consapevole che la difficoltà è temporanea e che si ripartirà. Ci ha colpito la correttezza, il contegno di chi, pur consapevole di perdere guadagni e opportunità di affari, attende con pazienza di poter tornare al lavoro nel momento consentito”.

No al bonus

Se tutto questa non basta, due degli associati vanno oltre, rifiutando l'indennità economica che gli spettava di diritto“In questa fase storica così surreale, un aspetto non noto del nostro mondo sta venendo fuori - prosegue Fabris -. Due casi di potenziali beneficiari dell’indennità di 600 euro hanno rifiutato l’aiuto. Ai nostri uffici hanno detto che preferiscono lasciare che altri più bisognosi intaschino quei soldi per il mese di marzo non lavorato". "Sono segnali belli - commenta Coppeto -. Tutta la società dovrebbe elogiare la nostra categoria, per ciò che fa in periodi di “normalità”, ma soprattutto per ciò che fa nei momenti difficili., come in questo caso”.

Grandi difficoltà

Questo gesto, potrebbe essere visto da alcuni come una non-necessità da parte delle due aziende del bonus, ma si tratta di semplice solidarietà. Non si scambi, però, questo generoso gesto come una 'non necessità' avvisa il presidente regionale CNA -. Ci aspettiamo, anzi, aiuti e sostegno al più presto, perché tante, tantissime piccole imprese sono in enorme difficoltà. Al contrario delle aziende strutturate, non hanno “scorte” a cui attingere, poiché vivono del suo guadagno quotidiano. Ora prepariamoci (con cautela e senza abbassare la guardia, perché il nemico è subdolo) alla ripartenza”.

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