Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Lignano Sabbiadoro

Ragazzino pestato a sangue a Lignano, stop alla libertà per gli aggressori

I due 16enni friulani identificati come gli autori del massacro di un ragazzo padovano lo scorso 15 luglio sono stati portati in comunità

I due 16enni friulani, identificati come gli autori del pestaggio dello scorso 15 luglio a Lignano ai danni di un coetaneo padovano, sono stati portati in comunità, come previsto dalla normativa nei casi in cui il presunto autore di un reato abbia meno di 18 anni.

La misura

La decisione è stata presa dal Gip del Tribunale dei minorenni di Trieste, competente per territorio, facendo così in modo che si desse esecuzione alla misura cautelare.  La misura è stata eseguita ieri pomeriggio dalla Polizia che ha condotto i ragazzi, friulani di 16 anni, in due strutture fuori provincia.

Reati

I minorenni sono accusati della rapina dei circa 100 euro che la vittima aveva con sé e della tentata rapina del cellulare. Reati per i quali è stata disposta la misura. Sono entrambi accusati anche di lesioni e molestie per il video con cui è stata ripresa parte dell'aggressione e che è stato poi diffuso via whatsApp. Il gip ha ritenuto che, anche se dagli elementi finora raccolti non risulta che uno dei due minori abbia colpito la vittima, sarebbe comunque rimasto al fianco dell'altro "durante l'azione, rendendo più sicuro l'artefice materiale nello svolgimento della condotta criminosa", ravvisando così un "concorso morale".

"Vicenda allarmante"

L'intera vicenda è stata valutata dal giudice come "particolarmente allarmante". Uno dei due minorenni coinvolti nelle indagini sulla brutale aggressione ai danni di un coetaneo avvenuta la scorsa estate a Lignano Sabbiadoro è accusato anche di stalking. Secondo la Procura dei minori avrebbe ripetutamente minacciato un amico che, venuto a conoscenza del video girato quella notte sulla spiaggia, era andato a consegnarlo alla Polizia e lo aveva invitato a non frequentare l'altro giovane coinvolto nell'aggressione. Secondo l'accusa gli avrebbe inviato messaggi dal tono minaccioso e avrebbe pubblicato sui suoi profili social un video in cui lasciava intendere che sarebbe andato a cercarlo.

La decisione

Il collocamento in comunità è stato deciso dal giudice alla luce delle indagini condotte sulla vicenda dalla Squadra mobile di Udine all'esito dei quali il magistrato ha ravvisato la sussistenza di "gravi indizi di colpevolezza" e delle "esigenze cautelari" a carico dei due ragazzi. 

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