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Autodromo di Lavariano: un investimento da 20 milioni con «ricadute positive»

Il progetto è stato presentato ufficialmente. Pare che la domanda di una struttura di questo genere sia consistente e arriva, oltre dal Friuli - dove non esiste una soluzione di questo tipo per gli appassionati - anche dagli stati confinanti

Un’investimento «da 20 milioni di euro», richiesto da diverse parti come associazioni di categoria, appassionati locali e dei vicini paesi stranieri. L’autodromo di Lavariano sembra un investimento razionale, in un territorio che avrebbe bisogno di una “scossa” da questo punto di vista. Ovviamente non mancano le voci fuori dal coro, che vedono nell’opera un’aggressione ambientale all’area presa in considerazione. Ne abbiamo parlato con i responsabili della Pro.Mo. la società che ha elaborato l’idea della struttura. 

L’idea come è venuta? È nata da una reale domanda del territorio? L'idea è nata dalla domanda delle associazioni di categoria, dai produttori e venditori di auto e moto, nonché dalla domanda sollevata dai vicini austriaci e tedeschi che non hanno strutture adeguate ad essere utilizzate durante i periodi più freddi. Sottolineiamo inoltre che abbiamo risposto all'appello sollevato dal comune di Mortegliano per la bonifica e la riqualificazione sostenibile dell'area dell'ex pista di volo di Lavariano. 

A quanto ammonterebbe l’investimento complessivo? L'investimento complessivo ammonterebbe a circa 20 milioni di Euro.

Una volta partito il cantiere in quanto tempo verrebbe realizzato? Dopo che il Comune avrà approvato la variante urbanistica si potrà procedere con il progetto. Si parlerebbe comunque di circa 3 anni dalla presentazione ufficiale del progetto fino al termine dei lavori. 

Che tipo di ricadute economiche avrebbe sul territorio circostante? Sicuramente si percepirà una positiva ricaduta economica sulle attività ricettive locali  - ristoranti, bar, alberghi, bed&breakfast - ma anche creerà nuovi posti di lavoro dentro e fuori l'autodromo.

Per viaggiare a regime, quanti “visitatori” dovrebbe avere nel corso dell’anno? Ancora non lo si può sapere con certezza, ma con il tipo di progetto che abbiamo ipotizzato potremmo raggiungere diversi tipi di utenze. Ad esempio costruttori di auto, appassionati di sport (siamo anche stati contattati da diverse associazioni come Fmi e Aci, che garantirebbero un uso continuativo della struttura), piloti professionisti ed amatoriali, preparatori di veicoli, concessionarie che potranno presentare le nuove auto. Si può comunque considerare che un autodromo di dimensioni analoghe lavora circa 200 giorni all'anno, di cui nella normalità due  weekend sono dedicati alle gare di rilievo. 

Si ha già un’idea di possibili tariffe per l’utenza? Al momento no, ma verrà fatta una valutazione sulla base dei nostri concorrenti più vicini.

Una volta realizzato potrebbe ospitare anche gare? Se si di che genere? Naturalmente sì, fino alla seconda categoria. Ma comunque non più di due eventi all'anno.

Cosa dichiarate nei confronti delle critiche di chi si oppone alla struttura lamentando “squilibri ambientali”? Come già ampiamente dichiarato, saremo tenuti a rispettare la variante al piano urbanistico che il Comune andrà a creare e saremo soggetti a Via e Vas che permetteranno un controllo dal punto di vista dell'impatto ambientale. Inoltre, ci sarà una stretta collaborazione con le associazioni ambientaliste che vorranno rendersi disponibili ad aiutarci a realizzare il progetto nel miglior modo possibile.

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