Martedì, 27 Luglio 2021

"Siamo amici dei Casamonica": così gli portano via l'auto di lusso e la fanno arrivare a Udine

Tre persone sono state denunciate dopo un'indagine della Guardia di finanza di Piacenza. Una di loro ha nascosto un milione e mezzo di euro al fisco

Si portano via un’auto di lusso senza pagare, dopo un anno e mezzo il veicolo viene ritrovato a Udine. Si è conclusa fortunatamente bene la vicenda accaduta a un giovane di Castelsangiovanni, in provincia di Piacenza, che aveva messo in vendita on line la sua fiammante Mercedes, ma che al momento della consegna si è imbattuto in un gruppo di nomadi che, minacciandolo, gli avevano sottratto la vettura senza pagare un euro. I militari della Guardia di Finanza sono risaliti all'identità dei malviventi e lui hanno denunciati. Si tratta di tre nomadi friulani, con abbondanti precedenti penali, che ora dovranno rispondere anche di estorsione aggravata e ricettazione.

La vicenda

All’inizio del 2020 il giovane piacentino sperava di vendere la sua automobile per avviare, con il ricavato, una piccola attività commerciale, senza però considerare che il suo annuncio su internet potesse attirare l’attenzione di una coppia di malviventi. Aveva messo in vendita, tramite un sito specializzato, la sua Mercedes cabrio, e dopo poche ore è stato contattato telefonicamente da un signore dai modi gentili, residente nel Padovano, interessato all’acquisto.

L’appuntamento

All’incontro, fissato nella zona di Venezia per concludere la compravendita, si sono presentati invece un uomo e una donna di 26 e 27 anni. Quest’ultima – hanno spiegato le Fiamme gialle di Piacenza – affermava di essere titolare di una concessionaria di auto a Verona. All'improvviso però la vicenda ha iniziato a prendere una brutta piega: alla richiesta del giovane piacentino di ricevere il pagamento convenuto prima della firma del passaggio di proprietà, l’acquirente ha cambiato atteggiamento ed i suoi modi di fare sono diventati sempre più intimidatori, fino alle esplicite minacce, forti, a loro dire, della vicinanza alla nota famiglia Casamonica di Roma. A questo punto, temendo per la propria incolumità, il venditore piacentino ha firmato il passaggio di proprietà senza ricevere alcuna somma di denaro.

Minacce

Sempre sotto minaccia – ha spiegato la Finanza – è stato addirittura costretto ad inviare tramite WhatsApp, sul telefono dell’acquirente, un messaggio nel quale ha dovuto falsamente dichiarare che l’autovettura era stata venduta al prezzo di soli 3.600 euro, in quanto presentava problemi al cambio e al motore. In realtà, l’autoveicolo era perfettamente funzionante, così come appurato successivamente da una perizia eseguita da un tecnico della casa madre. Nei giorni a seguire tutte le telefonate ed i messaggi che il giovane ha inviato all’acquirente, sollecitandolo a saldare il dovuto, non hanno prodotto alcun effetto.

La denuncia

A questo punto, rendendosi conto che non sarebbe stato più in grado di gestire la situazione da solo, ha deciso di denunciare l’accaduto ai finanzieri che hanno iniziato a indagare sull’intera faccenda. I militari hanno così scoperto che i due giovani acquirenti, nei quali si era imbattuto il piacentino, erano nomadi e avevano diversi precedenti penali specifici e che, pochi giorni dopo, avevano già rivenduto l’auto a un altro soggetto della stessa etnia, residente a Udine, ad un prezzo apparente di 3.900 euro.

Auto recuperata

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia le Fiamme gialle piacentine sono riuscite a rintracciare a Udine l’autovettura e, in collaborazione con i colleghi friulani, l’hanno sottoposta a sequestro. Al termine delle indagini per accertare se vi fosse stata complicità tra la coppia e il nuovo proprietario, l’auto è stata affidata in custodia giudiziale al piacentino che, in questi giorni, è riuscito finalmente a portarla a casa, in attesa del dissequestro definitivo.

Effetti

Tutti e tre i soggetti sono stati denunciati per estorsione e ricettazione e ora rischiano una condanna fino a 6 anni di reclusione per il reato di ricettazione e fino a 10 anni per quello di estorsione. Gli stessi sono risultati tutti nullafacenti e completamente sconosciuti al fisco, compresa l’attività commerciale della donna che pure, come è stato accertato, ha movimentato negli ultimi cinque anni più di un milione e mezzo di euro in compravendite di auto, senza mai dichiarare alcunché al fisco.

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