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Autisti di ambulanza non lavorano, ma sono ugualmente pagati

Accade a 12 persone, quasi tutte udinesi, costrette a rimanere inattive a Trieste a causa di un cambio di gestione lavorativa

Dodici autisti di ambulanza, la maggior parte udinesi, sono pagati senza lavorare. È quanto accade quotidianamente a dodici ex precari della Cri , chiusi nell’ufficio di Trieste senza essere operativi. Ma gli stessi autisti chiedono apertamente al proprio sindacato di potere lavorare e di trovare una soluzione.

Come mai si è arrivati a tale situazione? In Cri, come osserva il Gazzettino, è avvenuta la "privatizzazione" dei comitati locali , mentre la veste pubblica è stata mantenuta per l’organizzazione regionale e nazionale.  Così gli autisti, una volta stabilizzati, sono stati posti di fronte a una scelta: quella di rimanere nel pubblico o quella di passare con un nuovo contratto privato. L’opzione è stata quella di rimanere nel pubblico che però, nel comitato regionale, prevede solo ruoli amministrativi.


Un personale amministrativo che, però, è già attivo: di conseguenza, gli autisti sono costretti a rimanere in ufficio senza svolgere alcuna attività.

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