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In Alto Friuli aumentano le badanti di nazionalità italiana

L'analisi della Cisl Alto Friuli alla vigilia dell'apertura nel nuovo sportello di San Daniele del Friuli

Dal 2008 ad oggi tra i territori del comprensorio Cisl Alto Friuli si è passati complessivamente da un totale di 116 contratti di assistenti familiari a 232 (esattamente il doppio), ma se sei anni fa i contratti alle italiane costituivano circa l’11% del totale, oggi siamo passati al 20,7% con le connazionali che stanno assottigliando sempre di più la forbice con le straniere.
Il lavoro rimane, infatti, di forte attrattiva per le donne provenienti da oltre confine: la Romania è il paese che conta la presenza più numerosa (23,3%), seguita dall’Ucraina (21,6%). Il 2013 è l’anno in cui si attesta l’inversione del primato: la comunità ucraina era sempre stata la più numerosa fino ad allora. Quindi al terzo posto come detto le italiane (20,7%) che scalzano le moldave (10,8%) e le polacche (9,9%), terze e quarte prima del 2008.

“La cura della persona è senza dubbio l’ambito in cui la crisi ha morso di meno. L’assistenza alle persone anziane, spesso parzialmente autosufficienti, è stato il volano – commenta il segretario generale della Cisl Alto Friuli, Franco Colautti - per l’affermazione, in tutto il territorio nazionale, della figura della badante, che oggi però non ha più le caratteristiche di un tempo. La congiuntura economica sfavorevole, il taglio dei posti di lavoro, la necessità di sapersi reinventare in un impiego ha riportato le italiane ad interessarsi della cura della persona”.

Un accenno merita anche, in quest’ultimo anno, la presenza di qualche assistente maschio: sono l’1,7% del totale; sono pochi ma forse potrebbero essere il segnale della fine del monopolio femminile nelle mansioni di assistenza alla persona. Le rimanenti provenienze, tutte di poche unità, si sparpagliano tra il Sud America (Argentina, Brasile, Paraguay e Perù), i paesi balcanici e l’Est Europa (Macedonia, Croazia, Albania, Russia e Georgia), l’Africa (Marocco e Nigeria), l’Asia (Filippine), il Canada e altri paesi europei tra cui figura la sorpresa della Svizzera.

Un ulteriore aspetto che emerge dall’analisi della Cisl Alto Friuli è che non si assiste ancora alla cosiddetta “migrazione di ritorno” da parte delle assistenti familiare, cioè il loro ritorno nel proprio paese di origine. Segno che, seppure la crisi sia mordente, offre ancora opportunità professionali.

Per venire incontro alle esigenze di Colf, delle Badanti, ma anche delle famiglie che ne hanno necessità, da tempo la Cisl Alto Friuli ha attivato un proprio sportello, già presente nella sede di Gemona del Friuli, e da lunedì prossimo 13 gennaio, l’offerta raddoppierà, anche a San Daniele del Friuli, ogni secondo e quarto lunedì del mese, dalle 9.00 alle 12.00, presso la sede di piazza IV novembre, n.5 - Tel. 0432 955172. Presso lo sportello si potranno trovare tutto l’aiuto e le informazioni necessarie per poter compilare un contratto in regola, calcolare i contributi previdenziali, elaborare i prospetti paga e molto altro.
 

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