Acqua, aumenta di quasi il 4% la spesa media delle famiglie friulane

I nuovi dati dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva: 392€ è la spesa media in Fvg nel 2019, +3,7% rispetto al 2018 e livelli di dispersione al 34%

Aumenta la spesa per i friulani per le bollette dell'acqua: 392 euro è la cifra spesa nel 2019 da una famiglia del Friuli Venezia Giulia per la bolletta idrica, con un aumento del 3,7% rispetto al 2018. Trieste il capoluogo di provincia più caro, con una spesa media a famiglia di 522 €, Udine la più economica con 318 €. 

I dati

La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.  Con un uso più consapevole e razionale di acqua, quantizzato in 150 mc invece di 192 mc l'anno, una famiglia media avrebbe un risparmio medio di 115€ circa a livello nazionale e di circa 94 euro in Friuli Venezia Giulia.

Accorgimenti

Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42 mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5 mc), riparando un rubinetto (21 mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc).

Il dossier

Tutto il Dossier, con i dati nazionali e regione per regione, è disponibile su www.cittadinanzattiva.it. Il rapporto restituisce una fotografia della purtroppo disparata geografia dell'Italia in termini di erogazione del servizio idrico integrato riguardo gli aspetti tariffari, la qualità e le tutele.

La dispersione idrica

In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 37% dell'acqua immessa, con evidenti differenze nelle differenti aree geografiche e singole regioni: si va dal 45% nel Sud ed isole, al 40% al Centro e al 29% al Nord. In testa per livelli di dispersione il Lazio con il 56%, segue la Sardegna con il 52% e l'Abruzzo con il 51%.  Le cause sono da ricercare nella vetustà delle reti e degli impianti che, soprattutto nei grandi centri urbani, sono stati realizzati da oltre 30 anni nel 60% dei casi e da oltre 50 anni nel 25%. 

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Acqua di rubinetto

Famiglie mediamente soddisfatte dell’acqua di rubinetto ma vorrebbero vederci chiaro su qualità e bollette. Secondo dati Istat, l’86,6% delle famiglie si dichiara molto (22,2%) o abbastanza soddisfatte (64,4%) del servizio idrico, contro un 13,3% poco o per niente soddisfatto. I livelli di soddisfazione espressi dalle famiglie italiane diminuiscono spostandosi dalle aree del Nord verso il Centro e quindi al Sud e nelle Isole. Nel 63% non viene data alcuna informazione sul bonus sociale a disposizione delle famiglie e in un caso su tre non viene data alcuna informazione sulla qualità dell'acqua erogata.

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