Cronaca

Auto danneggiata durante la bufera, ma nell'assicurazione non c'è la parola "vento": il caso finisce su Striscia la Notizia

Dopo quattro anni il Tribunale di Udine ha condannato l'assicurazione a risarcire i danni che non voleva pagare perché nel contratto erano previsti "bufere e uragani" ma la parola "vento" non risultava. Questa sera il paradossale caso sarà in onda su Canale 5

Un'immagine dell'auto danneggiata durante la tempesta

Truffa dell'assicurazione a Udine, il caso finisce su Striscia la Notizia. Una paradossale vicenda che ha costretto alcune persone a una causa di quattro anni, ha visto protagonista la compagnia già Direct Line, ora Verti, che ha tentato di truffare alcuni suoi assicurati costringendoli a una lunga causa.

L'inghippo

Un uomo, un triestino grossista di frutta e verdura, aveva assicurato il proprio mezzo aziendale contro i danni causati da eventi atmosferici. Colpito da alcuni cassoni fatti volare dal vento, il veicolo era stato danneggiato, ma l'assicurazione non voleva risarcire i danni perché erano previsti "bufere e uragani", ma nel contratto la parola "vento" non risultava. I fatti risalgono allo scorso 24 giugno 2014.

I fatti

Sostenendo questa tesi inverosimile, pur di non pagare, la compagnia già Direct Line, oggi Verti, ha costretto dei propri assicurati a una battaglia lunga quattro anni e mezzo, a cui finalmente ha posto fine il giudice civile di Udine condannandola all’equo risarcimento. Ma la vicenda era così paradossale che il noto inviato di Striscia la Notizia Moreno Morello le ha dedicato un servizio per la sua rubrica “Ti assicuro che non pago”, che andrà in onda, salvo stravolgimenti in extremis della scaletta, nella puntata di oggi, sabato 2 novembre, a partire dalle 20.40, su Canale 5.

L'episodio

Era la sera del 24 giungo 2014 e su Udine si scatenò un violento temporale, con piogge e raffiche di vento a oltre 70 km. Tra i tanti beni danneggiati anche il Fiat Doblò dell’azienda di un grossista di frutta e verdura triestino, che era parcheggiato presso il mercato agroalimentare all’ingrosso di Udine. Il veicolo è stato colpito da alcuni pesanti cassoni spostati dal vento. Il veicolo ne esce “a pezzi”: parabrezza infranto, carrozzeria tutta ammaccata. La riparazione costerà quasi seimila euro. L’azienda aveva assicurato il furgone con una polizza “auto-rischi diversi” “Special top” che coprendeva pressoché ogni genere di danno: furto, incendio, vandalismi, tumulti e sommosse, cristalli, eventi naturali quali terremoti, eruzioni vulcaniche, trombe d’aria, uragani, bufere, tempeste, caduta di grandine, etc. Insomma, esattamente il caso specifico. Il premio, in soluzione unica e anticipata per 60 mesi, di ben 1.384 euro, è stato regolarmente pagato, la copertura è operante.

Niente assicurazione contro il vento 

I danneggiati, per essere seguiti, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di Udine Armando Zamparo, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A. che ha denunciato  subito il sinistro alla compagnia per risarcire i propri assistiti, allegando anche la fattura della carrozzeria. Sembra una formalità, invece Direct Line in un primo momento ha rifiutato il pagamento dell’indennizzo. Motivo? La compagnia asserisce che “trattasi di evento non coperto dalle garanzie di polizza. Il danno riscontrato sul veicolo di proprietà dell’assicurato non è da attribuirsi in via diretta all’evento naturale, bensì risulta intervenuta una casa di interruzione del nesso causale, cioè la caduta delle casse dal magazzino di proprietà dei mercarti di Udine”. E conclude con: “in ogni caso, il fenomeno atmosferico del vento non rientra tra quelli garantiti dalla polizza”.

La procedura legale

Una posizione da cui  la compagnia non si è mai discostata, né dopo il reclamo presentato da Studio3A all’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, né di fronte all’invito - rifiutato - di aderire alla procedura conciliativa. Studio3A, convinta nelle proprie ragioni, ha deciso di andare fino in fondo con i propri assistiti e la compagnia è stata citata in causa avanti al Tribunale ordinario di Udine.

Nei mesi scorsi il giudice, dott. Lorenzo Massarelli, ha pronunciato la sentenza, dando ragione piena all’azienda triestina. Il giudice, respingendo il tentativo della compagnia di scaricare le colpe sul mercato ortofrutticolo, ha chiarito che i “bins ribaltatisi sul furgone erano elementi che usualmente tutti gli operatori posano all’esterno dei capannoni a colonne di tre, vuoti, in attesa che i fornitori li ritirino”. Quindi, con una punta d’ironia, ha concluso che “in realtà quello che si è verificato di fatto rientra nella definizione di “bufera”, come desumibile da comuni dizionari di lingua italiana, mentre in contratto non ci sono altre definizioni convenzionali del termine. Inoltre è provato che il danno non è stato cagionato dalla mera caduta di oggetti sul veicolo, posto che l’energia che li ha spostati (come tutti, in verità, nella zona) è quella del vento: dunque, si tratta di sinistro causato in via diretta dell’evento naturale dedotto in polizza”.

Condanna del giudice e di Striscia la Notizia

La compagnia è stata pertanto condannata a versare alla ditta proprietaria del furgone oltre 11mila euro tra spese di riparazione del veicolo e spese di causa. Una storia che questa sera racconteranno Moreno Morello e il Presidente di Studio3A, dott. Ermes Trovò, sul Tg satirico di Canale 5.

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