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Trafficava esseri umani dall'Ungheria all'Italia, scovato tra Albania e Macedonia

Un 33 enne albanese aveva dato vita a una vera e propria organizzazione. Dovrà scontare cinque anni e sei mesi di reclusione

Deve scontare una pena di cinque anni e sei mesi  di reclusione, emessa a seguito della condanna del tribunale di Udine, per fatti che si sono verificati a Tarvisio il 25 e 28 aprile 2016. È stato protagonista di almeno due episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta del 33 enne albanese Meko Majerdi, scovato lo scorso 13 gennaio, dalla polizia del suo paese, nella città di Pogradec, a sud est di Tirana, verso il confine con la Macedonia del Nord.

L’attività investigativa, posta in essere dalla Polizia di Frontiera di Tarvisio, ha permesso di accertare che il soggetto, assieme ad altri due connazionali, aveva favorito l’ingresso illegale di 18 afghani e 9 pakistani, che erano stati individuati nelle immediate vicinanze della località di montagna friulana.
A bordo di due veicoli, uno con targa francese e l’altro con targa albanese, trasportava i migranti clandestini in Italia, dopo averli prelevati in Ungheria. Una delle due auto era dedicata al ruolo di staffetta, allo scopo di indicare la presenza di controlli delle forze dell’ordine, l’altra era per il trasporto dei clandestini.

La Polizia di Tarvisio, al tempo dei fatti, aveva sottoposto a fermo i due complici sopresi a bordo del veicolo con targa albanese; di seguito, gli accertamenti permisero di acquisire e cristallizzare una lunga serie elementi nei confronti anche di Majerdi, in qualità di organizzatore, che hanno portato  alla condanna di tutti e tre gli indagati. Sono in corso le procedure estradizionali.  

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