Molesta l'ex compagna e aggredisce gli agenti di polizia a calci e spintoni: arrestato

Un 23enne udinese non si era rassegnato alla fine del rapporto e molestava l'ex compagna suonando insistentemente al campanello di casa, esasperandola

Non rassegnato alla fine del loro rapporto, un giovane 23enne udinese ha molestato l'ex compagna suonando insistentemente al campanello, pretendendo di parlare con lei e minacciando la giovane di sfondare il portone di casa. All'arrivo della polizia, il giovane ha aggredito gli agenti e così il 23enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Le molestie

Poteva finire nel peggiore dei casi, ma in soccorso della giovane donna sono arrivate le forze dell'ordine. Il tutto è cominciato nel pomeriggio di ieri, 7 aprile, quando una volante è intervenuta in uno stabile del centro di Udine dopo che una donna aveva segnalato i comportamenti molesti dell'ex compagno.

Resistenza

Arrivati sul posto, gli agenti hanno trovato la donna in lacrime che cercava in tutti i modi di respingere l'uomo, rifiutandosi di avere qualsiasi tipo di confronto con il 23enne. Il giovane, però, molto agitato e non rassegnato alla fine del rapporto, ha cercato in tutti i modi di raggiungere la giovane, costringendo due agenti a bloccarlo. I poliziotti, che hanno invitato il giovane ad allontanarsi, sono stati vittima anche di calci, pugni e spintoni da parte del ragazzo.

L'arresto

Dopo aver bloccato il ragazzo, i poliziotti l'hanno condotto in Questura e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo la convalida dell'arresto, il G.I.P. ha disposto per l'uomo la misura cautelare dell'obbligo di presentazione per la firma alla polizia giudiziaria. A seguito della richiesta della donna, il Questore di Udine ha anche emesso l’ammonimento nei confronti dell’uomo.

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Arresto in videoconferenza

Nella mattina di oggi, inoltre, si è svolta per la prima volta in provincia di Udine l'udienza di convalida dell'arresto in videoconferenza tra la Questura e gli uffici del G.I.P., del P.M. e del difensore dell'arrestato. La videoconferenza si è svolta in attuazione di un recente protocollo sottoscritto tra la Procura della Repubblica di Udine, il Tribunale di Udine, l’Ordine degli Avvocati di Udine e la Camera Penale Friulana. Il protocollo, approntato a seguito dell’emergenza covid-19 per eliminare i rischi di eventuale diffusione del virus, sarà operativo, fatte salve eventuali proroghe, fino al 30 giugno 2020.

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