Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Furti, favoreggiamento della prostituzione e dell'immigrazione irregolare: arrestato un uomo

Personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto un 44 enne cittadino rumeno, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo

Aveva commesso furti ed era stato identificato come componente di un sodalizio criminale tra Italia, Romania e Albania: arrestato un uomo. Personale della Polizia di Stato, con il coordinamento della locale Procura e della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha tratto in arresto un 44 enne cittadino rumeno, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo.

I fatti

Mercoledì 26 maggio, personale della polizia di Stato, in collaborazione con quello della Polizia di Frontiera di Tarvisio, ha dato esecuzione ad un ordine per la carcerazione, disposto dalla Procura Generale presso la Corte D’Appello di Trieste, nei confronti del 44enne cittadino rumeno (G.C. le iniziali). L'uomo deve scontare una condanna alla pena di 2 anni, 3 mesi e 18 giorni, emessa a seguito delle condanne dei Tribunali di Udine, Venezia e Bologna, per fatti occorsi a Tarvisio, Mestre e Modena fra il 2006 ed il 2015.

I reati

Il 44enne annovera numerose denunce Italia per reati di natura predatoria, fin dal 2005, per cui ha già sofferto di periodi di carcerazione. Le condanne riguardano la denuncia per furto aggravato di una vettura ed un motore marino, compiuto con altri due connazionali, avvenuto il 9 marzo 2007 a Mestre. I tre erano stati sorpresi dal personale delle Volanti di Venezia, a bordo del mezzo rubato, al cui interno era stato collocato un motore marino, rubato da un’imbarcazione, ormeggiata nelle vicinanze del controllo. Nel 2007, veniva coinvolto in un’indagine della Questura di Modena, quale componente di una consorteria italo-rumena-albanese che gestiva la prostituzione di diverse donne provenienti dall'est Europa, agevolandone anche il loro ingresso clandestino sul territorio nazionale dal settembre 2004 al 2007. A conclusione dell’investigazione, l'uomo è stato sottoposto, unitamente ad un cittadino albanese a misura cautelare, mentre, nello stesso contesto, venivano indagate a vario titolo altre 12 persone.

Nel gennaio 2015, è stato denunciato dalla Polizia di Frontiera di Tarvisio perché identificato in entrata stato, risultando destinatario del provvedimento di allontanamento emesso dal Questore di Trento, perché soggetto pericoloso. Nella stessa circostanza, è stato tratto in arresto perché ricercato, per l’espiazione di un provvedimento di cattura della Procura di Trento. Scontata la pena, è stato scarcerato, risultando successivamente irreperibile in Italia. A seguito del provvedimento di condanna, le lunghe e articolate indagini hanno permesso di accertare che il predetto aveva lasciato l’Italia per fare ritorno la nazione di origine, e in seguito si era trasferito in Austria, nella città di Graz dove è stato localizzato dalla Polizia e tratto in arresto in esito al dispositivo della Procura Generale di Trieste il 29 aprile scorso. Estradato in Italia con consegna presso la frontiera di Tarvisio da parte delle Autorità austriache, è stato arrestato a seguito dell’ordine di carcerazione italiano da cui aveva tratto origine il Mandato di Arresto Europeo. Dopo le procedure del caso, il condannato è stato ristretto presso il carcere di Trieste. 

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