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Ubriaco assieme a un amico semina scompiglio in hotel e resiste ai carabinieri

Due uomini - di cui uno residente a Udine - sono stati fermati mercoledì pomeriggio a Caorle: avevano alzato troppo il gomito

Vanno di locale in locale in preda ai fumi dell'alcol, prendendosela con clienti e dipendenti. Dopodiché, non paghi, cercano di resistere ai carabinieri. Così mercoledì pomeriggio sono scattate le manette per due ucraini - uno di 36 anni residente a Udine  e un altro di 25 anni residente nell'ex repubblica sovietica -, fermati dai militari della stazione di Caorle dopo una segnalazione partita alle 13.15 e proveniente da un albergo di via Lungomare Trieste.

Secondo quanto riportato dai testimoni i due, evidentemente alterati, si erano introdotti nella struttura e si erano diretti nelle cucine: qui, senza motivi apparenti, avevano iniziato a filmare con gli smartphone il personale addetto alla cucina. Invitati ad andarsene, avevano reagito con prepotenza ed arroganza e si erano rifiutati di lasciare il posto, urlando e agitandosi in maniera scomposta. Solo dopo molta insistenaza si era riusciti ad allontanarli, anche se i due, nel guadagnare l’uscita, avevano intenzionalmente colpito con la porta uno degli inservienti. Fortunatamente, senza conseguenza.

Così i militari si sono messi alla caccia dei due: l'inseguimento non è durato molto, dato che sono stati trovati in un altro esercizio pubblico poco distante, dove già avevano cominciato a importunare gli avventori. Alla richiesta dei carabineri di esibire i propri documenti i due si sono scaldati ancora di più, cercando di sottrarsi al controllo. Si è quindi deciso di accompagnarli in caserma (anche perché uno dei due i documenti non li aveva), ma loro proprio non volevano saperne di salire sull'auto di servizio: c'è stata una breve colluttazione, poi finalmente sono stati bloccati e arrestati. Dopo controlli approfonditi si è scoperto che il più vecchio, residente a Udine, era già pregiudicato, mentre il 25enne, residente in Ucraina, risultava incensurato. Sono stati rimessi in libertà, in attesa del rito direttissimo.

(da VeneziaToday.it)

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