Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Nuovamente in manette l'imprenditore delle tangenti intascate dalla Pilosio

Soldi, soggiorni e viaggi in cambio di favori. I finanzieri del Nucleo Tributario di Piacenza hanno arrestato un funzionario del ministero del Lavoro e un imprenditore piacentino

Tangenti, soggiorni in hotel di lusso, buoni benzina, biglietti Frecciarossa, pranzi e cene in ristoranti, in cambio di facilitazioni nell'ottenimento di abilitazioni per una società titolata a rilasciare certificazioni di idoneità su attrezzature di lavoro. Le indagini portate avanti dal Nucleo Tributario e dalla Procura di Piacenza hanno portato all'arresto di un imprenditore piacentino di 73 anni, consigliere di un'azienda piacentina che si occupa di verifiche sulle attrezzature di lavoro e del 57enne Michele Candreva, dirigente del Ministero del Lavoro già conosciuto in Friuli in quanto arrestato nel novembre 2016 dai finanzieri del Comando Provinciale di Udine per aver preso tangenti dalla Pilosio Spa in cambio di favori.

Lo smascheramento

Come racconta PiacenzaToday, l'operazione è stata condotta attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti e perquisizioni a Roma, al Ministero e negli uffici dell'azienda piacentina. Progressivamente le indagini e le prove raccolte hanno fatto emergere un articolato sistema di illegalità in materia di controlli e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il sistema

Nel corso delle indagini i finanzieri hanno accertato che il presidente della commissione, Michele Candreva, al fine di agevolare e concedere in tempi brevi l’abilitazione alla società, di volta in volta, a tutti i tecnici e ingegneri incaricati dalla stessa di effettuare le verifiche, suggeriva o provvedeva di “suo pugno” alla falsificazione dei curricula dei tecnici stessi, mediante l’inserimento di patrimoni culturali ed esperienze professionali mai conseguite. Non solo, faceva inserire sedi fittizie alla società in altre regioni del territorio nazionale, a garanzia capillare per l’ottenimento dell’abilitazione ministeriale. Le sede reali erano sei, ma ne aveva aggiunte 12 inesistenti in modo da coprire 18 regioni.

Le ricompense

A “titolo di ricompensa” il funzionario ministeriale ha ottenuto dal 2011 in poi 15 mila euro in contanti, 22 soggiorni due hotel di lusso per circa 3mila euro, biglietti per i treni Frecciarossa per 1600 euro, buoni benzina per 3mila euro, e poi pranzi e cene durante la permanenza nella nostra città. Spese che regolarmente venivano fatturate dall'azienda piacentina.

Le accuse

Entrambi si trovano ora ai domiciliari e dovranno rispondere di induzione indebita, falso ideologico commesso in atto pubblico, truffa ai danni dello Stato e sostituzione di persone. Contestualmente i militari hanno proposto il sequestro di 25mila euro al funzionario e di 780mila euro alla ditta, ovvero l'ultimo utile conseguito con la modalità illecita descritta. Altre tre persone, inoltre, sono state denunciate con i medesimi capi d'accusa: un socio, un finto socio e un tecnico.
 

Nella foto in basso: al centro il comandante nel Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, il colonnello Sergio Vinciguerra

 Sergio Vinciguerra-2

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