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Raffica di furti in Friuli e Veneto: scoperta una banda di sei persone

Il gruppo aveva colpito diverse atività artigianali e commerciali nelle zone di Udine, Venezia, Treviso e Vicenza. In due sono stati arrestati, mentre altri quattro sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria. Uno degli arrestati aveva tredici identità diverse

Due cittadini stranieri sono stati arrestati e altri quattro sottoposti a fermo di polizia giudiziaria nell’ambito di un' indagine dei Carabinieri di Udine. Assieme ai colleghi della Compagnia di Mestre e a quelli del Nucleo Investigativo Provinciale di Venezia, gli uomini dell'Arma hanno sgominato una banda responsabile di furti notturni nelle sedi di attività artigianali e commerciali nelle province di Udine, Venezia, Treviso e Vicenza.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, si è sviluppata dallo scorso mese di febbraio a cavallo delle due regioni.

I sottoposti al fermo di polizia giudiziaria sono tre moldavi domiciliati a Santa Maria di Sala (Ve) - il 42enne L.V., il 23enne I.G. e il 28enne D.S.-, e il rumeno 27enne G.P. - domiciliato a Mira (Ve) -. Sono stati sorpresi alle prime ore del mattino di mercoledì scorso.

Gli arrestati, entrambi domiciliati a Mira, sono il 34enne moldavo M.G. e il 30enne lituano S.V. Nei confronti del primo il provvedimento è scattato per un cumulo di pene da scontare per reati contro il patrimonio commessi in provincia di Venezia nel 2010. Il secondo è stato invece trovato in possesso di documenti falsi validi per l'espatrio. La cosa non rappresenta una novità per lui, visto che dopo l'analisi delle impronte digitali è risultato essere stato identificato dalle forze di polizia con tredici alias diversi.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di furto pluriaggravato e ricettazione. Dalle perquisizioni nelle abitazioni dei sei è stato trovato e sequestrato materiale per un valore complessivo di 120 mila euro e un furgone utilizzato nei raid notturni. Avevano la disponibilità di due appartamenti di Santa Maria di Sala  e Mira e un garage di Marghera. Nella cittadina del petrolchimico venivano stipate la merce e le attrezzature rubate, per poi essere trasportate oltre confine attraverso Trieste e Tarvisio.

Un ingente quantitativo di refurtiva è già stato recuperato, e diverse persone e attività sono già rientrate in possesso dei loro beni.

 

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